Ca’ da Roman interpreta il mercato del vino contemporaneo partendo da un contesto complesso segnato da calo dei consumi, trasformazioni dei modelli di consumo e tensioni internazionali. L’azienda, guidata da Massimo Vallotto, riflette sul cambiamento dei paradigmi comunicativi e sulle nuove esigenze dei consumatori, dai millennials alla Generazione Z.
Secondo Ca’ da Roman, la sfida principale non è solo economica ma culturale: il settore fatica ad anticipare i trend e a costruire un linguaggio capace di dialogare con pubblici sempre più fluidi e digitali. In questo scenario, anche l’uso di strumenti innovativi come l’intelligenza artificiale viene visto come possibile leva per migliorare la connessione tra vino e consumatori.
Tra le leve strategiche indicate, il linguaggio emerge come elemento centrale per il rilancio del settore, più ancora di prezzo o distribuzione. Parallelamente, viene sollecitato un cambio di passo da parte di consorzi e istituzioni, invitati a superare logiche difensive e ad aprirsi con maggiore rapidità alle nuove frontiere della viticoltura sostenibile.
Coerentemente con questa visione, l’azienda ha intrapreso da oltre dieci anni una scelta pionieristica orientata alle varietà PIWI, vitigni resistenti che consentono una gestione più sostenibile del vigneto e una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici. Una direzione che unisce innovazione, qualità e fiducia nel futuro del vino.