Mattia Piludu, direttore generale della cantina Siddùra, racconta a Terre del Vino la filosofia e i successi dell’azienda sarda, fresca di importanti riconoscimenti a livello internazionale.
Giugno vi ha portato molti riconoscimenti, in Italia e all’estero…
“Abbiamo gettato le basi anni fa. Oggi, grazie al lavoro meticoloso di tutta la squadra guidata in campo dall’agronomo Luca Vitaletti, e in cantina dall’enologo Dino Dini, arrivano riconoscimenti che premiano il lavoro di tutti. Abbiamo tanta strada da fare e ne siamo consapevoli: affrontiamo con grande entusiasmo ogni progetto e ogni etichetta. I riconoscimenti ricevuti premiano le eccellenze italiane, e siamo fieri che portino il nome Siddùra: siamo l’unica cantina italiana ad aver conseguito tre medaglie di platino al Decanter World Wine Awards 2025. Avere la consapevolezza che tra oltre 18.000 vini a concorso, siano stati selezionati il Vermentino di Gallura DOCG Superiore, Maìa, il Cannonau di Sardegna DOC, Èrema, e il passito Nùali, ci rende orgogliosi e ci spinge a migliorarci sempre. Con altrettanta soddisfazione abbiamo accolto le nove medaglie d’oro del Concorso Internazionale Città del Vino: una pioggia di riconoscimenti che promuovono il lavoro dell’intera squadra”.