Cantina Produttori di Manduria, storica cooperativa vitivinicola attiva da oltre 60 anni nel cuore del territorio del Primitivo di Manduria, raccoglie le voci di un’area produttiva che riflette in modo diretto le trasformazioni del mercato del vino.
Secondo l’azienda, il settore sta attraversando una fase di cambiamento strutturale: non sono più sostenibili i modelli basati su grandi volumi, basso costo ed export concentrato, così come una comunicazione tecnica e distante dalle nuove generazioni. Il futuro passa invece da qualità, diversificazione dei mercati, sostenibilità certificata, enoturismo e vini a minore contenuto alcolico, con l’obiettivo di “produrre meno ma meglio” e avvicinare il consumatore con un linguaggio più inclusivo.
La crisi del vino viene letta soprattutto come una crisi culturale e comunicativa. Il linguaggio elitario del settore ha creato distanza dai consumatori, rendendo necessario un cambio di paradigma fondato su esperienza, accessibilità e relazione diretta. In questo contesto, il sommelier assume un ruolo chiave come mediatore tra produttore e pubblico.
Tra le priorità indicate spicca proprio la trasformazione del linguaggio, considerata la leva principale per rendere il vino più comprensibile, emotivo e rilevante. Consorzi e istituzioni sono chiamati a superare la burocrazia per diventare attori di innovazione e mercato.
Coerentemente con questa visione, la Cantina Produttori di Manduria punta su vini più freschi e leggeri, packaging sostenibile e storytelling esperienziale, valorizzando da oltre vent’anni il territorio anche attraverso il Museo della Civiltà del Vino Primitivo nelle cisterne ipogee della cantina.