Città del Vino aderisce a TESS, Transizione Energetica Senza Speculazione

L’Associazione Città del Vino aderisce a TESS

Anche l’Associazione Nazionale Città del Vino aderisce a TESS e al suo documento scientifico “Per un piano energetico nazionale a zero consumo di suolo”. L’associazione nazionale, nata nel 1987 per tutelare e valorizzare i territori, ha già elaborato e sottoscritto, insieme all’Associazione Nazionale Città dell’Olio, il “Manifesto sulle aree idonee per l’installazione degli impianti di energia rinnovabile”, un documento di indirizzo finalizzato a tutelare i territori di pregio agricolo attraverso una pianificazione condivisa che preservi la fertilità dei terreni e la produzione agricola.

L’Associazione Nazionale Città del Vino è la 135esima realtà associativa che si unisce all’appello alle autorità affinché intervengano a livello normativo per realizzare una Transizione Energetica Senza Speculazione, a zero consumo di suolo e rispettosa dei territori. Insieme a queste associazioni nazionali e comitati territoriali – che comprendono Italia Nostra, Amici della Terra, ALTURA, Mountain Wilderness, Futuridea, Fondo Forestale Italiano, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, GUFI, Atto Primo, L’Altritalia Ambiente, sezioni della LIPU e del CAI, il Movimento Interregionale dei Sindaci e numerose altre realtà associative – sono in rete con TESS molti altri soggetti di rilevanza nazionale e internazionale come Confluenza, il Gruppo d’Intervento Giuridico ed EU Charade. Insieme agli intellettuali sottoscrittori della lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “In difesa del Codice dei Beni Culturali” (2024), ai docenti universitari sottoscrittori dell’appello ai candidati alla presidenza della Regione Toscana (ottobre 2025), e alle decine e decine di persone che ogni giorno ci contattano per ricevere supporto in difesa dei propri diritti e di quelli dell’ambiente, rappresentano un grande movimento civile che non può più essere ignorato dal governo e dai media mainstream.

 Ricordiamo che questo grande movimento civile non è liquidabile con un’etichetta NIMBY: non ci opponiamo alla transizione energetica, ci opponiamo alla speculazione; non ci opponiamo alle rinnovabili, ci opponiamo all’assenza di pianificazione che spalanca le porte a un’aggressione alle ultime aree agricole, selvatiche e montane del Paese impedendo la realizzazione di una transizione giusta e rispettosa dell’ambiente e dei suoi abitanti. Che è possibile.

Sono ormai anni che i massimi istituti di ricerca (a cominciare da ISPRA ed ENEA) attestano la fattibilità di un piano energetico che garantisca la sovranità energetica senza mettere a repentaglio la sovranità alimentare e la più grande risorsa di biodiversità d’Europa.

È ora che il governo ne prenda atto e realizzi quanto le sue stesse indicazioni normative prescrivono, tutelando il Paese dalla “proliferazione indiscriminata degli impianti per la produzione di energia rinnovabile” che “si pone in contrasto con gli obiettivi di conservazione delle foreste e della biodiversità” (dall’introduzione del “6° Rapporto sullo Stato del Capitale naturale in Italia” pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a settembre 2025).

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