Attilio Scienza, un saggio per riscoprire l’anima dei Castelli Romani

“Nella conoscenza del passato sta il futuro della viticoltura dei Castelli Romani” è il  saggio di Attilio Scienza dedicato alla viticoltura dei Castelli Romani, un omaggio a questa realtà che ha radici antiche e che oggi è alla ricerca di una sua nuova identità, suffragata dai successi che le aziende vitivinicole hanno raggiunto negli ultimi anni in termini di premi e riconoscimenti e che continuano ad arricchire il loro palmares come dimostrato anche dai risultati del XXIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino che ha visto assegnare quest’anno numerose medaglie ai vini laziali, in particolare alle cantine dei Castelli Romani.

Il testo di Scienza è la sua Lectio Magistralis dello scorso 23 aprile (realizzata in collegamento web) presso la Tenuta De’ Notari nell’ambito di “Vinalia Priora” l’evento organizzato dal Comune di Frascati che richiama i riti che gli antichi romani celebravano, proprio il 23 aprile, festeggiando la possibilità di bere il vino prodotto l’anno precedente; seguivano i Vinalia Rustica, il 19 agosto, che si svolgevano nelle campagne attorno alla città di Tusculum.

Sui suoli del Vulcano Laziale particolarmente vocati per la viticoltura, si è sviluppata una storia che non è solo agricola; dalle viti maritate di Etruschi e Romani ai tendoni degli anni ’70, alla viticoltura di oggi, i Castelli Romani hanno visto il territorio mutare per motivi storici e sociali. Su questi mutamenti si sofferma la “lezione” di Attilio Scienza che ricorda quali sono stati i motivi di un declino ma si sofferma con decisione anche sulle opportunità di un rilancio che è già in corso, figlio di un nuovo modo di intendere la viticoltura non solo perché nuove conoscenze vengono in aiuto ai produttori, ma anche per una ritrovata coscienza del valore del territorio, inteso sia come paesaggio da salvaguardare, sia come ambiente tutelato che guarda al vigneto e alla natura che lo circonda, altrettanto importante e funzionale alla sua esistenza.

Per Attilio Scienza è quindi necessario rimettere al centro i vitigni antichi tradizionali e al tempo stesso pensarli nella loro capacità di interazione con le altre piante, il bosco, la natura; va ripensato il modo di lavorare i terreni salvaguardando il microbioma. Infine l’invito a salvaguardare l’eredità, intesa come memoria del patrimonio storico e culturale, senza la quale potremo bere vini buoni, ma privi dell’anima del loro territorio.

Questo speciale è dedicato ai Castelli Romani Città Italiana del Vino 2025, un insieme di eventi e attività che hanno animato nel corso dell’anno gli undici Comuni Città del Vino della provincia di Roma coinvolti (Marino come capofila, Nemi come coordinatore, Ariccia, Colonna, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Monteporzio Catone e Velletri); oltre 80 eventi, tra incontri, degustazioni, spettacoli e appuntamenti culturali che hanno contribuito a promuovere il territorio, il suo patrimonio vitivinicolo e l’enoturismo.

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