Le Notti del Vino, il nuovo format dell’Estate di Città del Vino

UN CALENDARIO DI EVENTI UNICO NEL SUO GENERE CHE DAL 21 GIUGNO, PER IL SOLSTIZIO D’ESTATE, AL 21 SETTEMBRE CON L’INIZIO DELL’AUTUNNO, ANIMERÀ LE CITTÀ DEL VINO ALL’INSEGNA DELLA PROMOZIONE DELLA CULTURA DEL VINO, DEL BERE MODERATO E CONSAPEVOLE, DELLA SOSTENIBILITÀ.

Le Notti del Vino è il nuovo format che l’Associazione Nazionale Città del Vino lancia per la prossima estate. Un grande e lungo festival delle Città del Vino che, dal 21 giugno solstizio d’estate al 22 settembre giorno dell’equinozio che dà il via alla stagione autunnale, animerà molti degli oltre 500 Comuni soci per un calendario di eventi unico nel suo genere.

Le Notti del Vino nascono dall’esigenza di rinnovare il rapporto tra le Città del Vino e il modo di “fare festa”, inteso non soltanto come appuntamento più o meno tradizionale già previsto dal calendario delle attività che ogni Comune o Pro Loco organizzano nel corso dell’anno, dalle feste del vino primaverili, che richiamano l’antica usanza di “svinare” e di presentare il frutto della precedente vendemmia, alle feste dell’uva in autunno che hanno nel periodo della raccolta delle uve la loro ragion d’essere.

Cultura del vino e nuove tendenze

Le Notti del Vino saranno ben altro: una serie di appuntamenti in cui al centro dell’evento sarà sempre la promozione della cultura del vino; un aspetto oggi ancor più importante in un momento in cui si registrano elementi di difficoltà, per non voler usare la parola “crisi”: dalla costante diminuzione dei consumi, alle nuove tendenze del mercato, che vedono aumentare la richiesta di vini meno alcolici e più “facili” da comprendere, a cui si affiancano campagne, anche a livello europeo, che mettono sotto accusa il vino – in quanto prodotto dal contenuto alcolico potenzialmente causa di malattie cancerogene – senza fare una necessaria distinzione con il consumo dei superalcolici o con il fenomeno del cosiddetto “binge drinking” (dall’inglese “abbuffata di alcolici”), che si è diffuso tra i più giovani con un consumo eccessivo di bevande alcoliche fuori pasto, soprattutto nelle serate dei fine settimana, che nulla hanno a che vedere con il consumo moderato e consapevole del vino e le sue antiche e ancor oggi attuali tradizioni.

“Siamo convinti di offrire al vasto pubblico degli appassionati una nuova interessante occasione di incontro – afferma Angelo Radica, presidente nazionale di Città del Vino – perché gli eventi intorno al vino possano assumere sempre più l’identità culturale, perché solo attraverso un approccio meditato e di approfondimento sia possibile mantenere vive le nostre tradizioni tramandando saperi e storie che sono parte fondamentale della nostra identità. Le Notti del Vino non saranno solo degustazioni di vini e prodotti tipici, ma presentazione di libri, concerti, iniziative a tema, conferenze e incontri”.

I nuovi profili dei turisti curiosi

È maturo il momento di una nuova stagione di comunicazione intorno al vino e al suo valore culturale, al suo consumo intelligente, aggiornata e più efficace. Non a caso spesso si sente dire “bere meno per bere meglio”, ad indicare la necessità di avere nei confronti del vino un approccio non banale, che implichi più qualità e non certo la quantità. Ne abbiamo conferma anche dall’ultimo rapporto sul turismo enogastronomico realizzato da AITE, Associazione italiana turismo enogastronomico diretta dalla prof.ssa Roberta Garibaldi, che certifica che si è ulteriormente consolidato il legame tra i turisti e il viaggio alla ricerca di cibo, vino, olio e le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano, caratterizzato da una forte spinta di conoscenza e di esperienze da fare sul campo, in presa diretta, meglio se con il personale contatto con i protagonisti della filiera agroalimentare. Il 70% degli intervistati dichiara, infatti, di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni con questa motivazione primaria, viaggiatori che hanno una forte motivazione culturale nell’interessarsi all’enogastronomia e ai territori che la esprimono. Quello che emerge dall’indagine sono i nuovi profili dei turisti che ricercano nell’enogastronomia una motivazione forte al viaggio: ci sono i “ricercatori” (42,2%), che viaggiano per provare nuove esperienze enogastronomiche, entrare in contatto con la comunità locale ed immergersi nella cultura della meta visitata; gli “intellettuali” (19%), che viaggiano per arricchire il proprio bagaglio culturale; i “figli dei fiori” (11,5%), che vedono nel viaggio enogastronomico un’occasione per pensare al proprio benessere psico-fisico e agli aspetti salutistici; gli “edonisti” (4,3%), che decidono di compiere un viaggio enogastronomico per concedersi un lusso. A queste categorie, dall’identità più specifica e con alto valore aggiunto, vanno sommati anche i “festaioli” (23%), coloro che si avvicinano all’enogastronomia perché è una buona motivazione per far festa e stare con gli amici. Inoltre il rapporto ci dice che “vino” è una parola chiave (con il 38,1% delle preferenze) perché considerato il prodotto più rappresentativo dell’Italia in ambito agroalimentare: seguono altre icone enogastronomiche del Belpaese come l’olio extravergine di oliva (24%), la pizza (22%), la pasta (15%) e i formaggi (11%).

L’esperienza pilota del Friuli Venezia Giulia

Questi elementi identitari sono tasselli di un più ampio mosaico culturale che troverà ne Le Notti del Vino la sua declinazione in forma di rete di eventi organizzati dalle Città del Vino, che avranno comuni denominatori organizzativi e tematici. Un filo conduttore che trasversalmente interesserà tutti gli eventi collegati dalla rete de Le Notti del Vino sarà il tema della sostenibilità, in tutte le sue possibili declinazioni, evidenziando bene in ogni appuntamento l’aspetto della raccolta differenziata (vetro, carta, plastica, umido, ecc.), magari introducendo anche momenti di educazione ambientale nell’ambito delle varie iniziative.

Le Notti del Vino hanno avuto lo scorso anno una sorta di “battesimo” d’estate con l’iniziativa intrapresa dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia che ha realizzato ben 28 appuntamenti serali in 26 Città del Vino diverse coinvolgendo circa 7.000 persone, 300 cantine e oltre 100 ristoratori del territorio. Particolarmente curata la comunicazione, con la realizzazione di pagine social dedicate che hanno interessato moltissimi appassionati del buon bere (il 54% donne), coinvolgendo per lo più persone dai 35 ai 65 anni di età, non solo residenti nei Comuni coinvolti ma anche turisti. Il “prototipo” friulano de Le Notti del Vino ha funzionato riscuotendo un notevole successo, come dimostrano anche le immagini che pubblichiamo di alcuni degli eventi organizzati, tanto che l’esperienza portata avanti dal Coordinamento regionale è stata di fatto il prologo di questa nuova iniziativa nazionale dell’Associazione Città del Vino.

“È stata una esperienza molto positiva – ha affermato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino e vice presidente nazionale – che può rappresentare un modello organizzativo da ripetere in ogni regione; l’obiettivo è di predisporre un calendario nazionale che consenta ai turisti del vino e dell’olio amanti delle produzioni tipiche di qualità, per tutta l’estate, di orientarsi e poter decidere come e dove trascorrere un fine settimana all’insegna del buon vivere, con la possibilità di soddisfare le proprie curiosità e conoscere più da vicino le tante storie che i territori delle Città del Vino e i loro protagonisti sanno raccontare”.

Di Paolo Corbini

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