Enoregioni italiane: Etruria Viterbese

08/11/2017

Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italiane.

Nella Regione Lazio è possibile individuare sei enoregioni: Etruria Viterbese, Tevere Settentrionale, Castelli Romani, Costa Tirrenica del Basso Lazio, Terre del Cesanese e Ciociaria, Alto Frusinate.

 

ETRURIA VITERBESE

Qui si alternano diversi tipi di paesaggio: i vasti litorali della costa tirrenica, l’entroterra maremmano con le sue colline boscose, i laghi di Bolsena, Vico e Bracciano e, ad est, la valle del Tevere dai tipici calanchi d’argilla. Dagli Etruschi a oggi la coltivazione della vite nel Lazio settentrionale ha registrato una crescita importante grazie anche ai terreni di natura vulcanica e tufacea ben dotati di sostanza organica e agli influssi benefici delle brezze marine e lacustri. Incrociando la Via Aurelia, i Monti della Tolfa e i Monti Cimini, le strade dei vini e dei prodotti tipici della Teverina e delle Terre Etrusco Romane attraversano fertili campagne, località archeologiche, riserve naturali e centri balneari. Dalla Tuscia Viterbese provengono le storiche denominazioni Est!Est!!Est!!! e Orvieto, nonché l’interessante Aleatico. Il nome dell’Est!Est!!Est!!! è legato alla leggenda secondo la quale nel 1111 il Vescovo De Fuk, giunto in Italia al seguito dell’Imperatore Enrico V, invitò il suo servitore Martino a precederlo lungo il tragitto chiedendogli di segnare il posto in cui degustava il vino migliore. A Montefiascone incontrò la porta di un’osteria con tre Est come segno di eccellenza e decise di abbandonare il corteo imperiale diretto a Roma per trasferirsi lì e di lasciare un’eredità di 24.000 scudi a condizione che ad ogni anniversario della sua morte una botticella di vino venisse versata sul sepolcro.

Vini locali. Il retrogusto amarognolo del bianco Est!Est!!Est!!! doc è merito di una miscela di trebbiano (toscano e giallo) con le malvasia di Candia e del Lazio ed altri vitigni minori: ne risulta un vino sapido e abbastanza fresco, con sentori di frutta, da tutto pasto e, servito freddo, da aperitivo. Suggerito l’abbinamento ad antipasti magri, piatti a base di pesce di lago, sardine fritte e carni bianche e, con lo Spumante, alla torta di ricotta romana. La doc Vignanello, che si sviluppa in una ristretta zona della provincia di Viterbo compresa tra i Monti Cimini e la Valle del Tevere, conta diverse tipologie: Bianco (anche Superiore), adatto a pesce e crostacei e pappa al pomodoro, Greco per minestre di legumi e verdure, Greco Spumante come aperitivo, Rosato per spaghetti alla carbonara e carni bianche, Rosso (anche Riserva) per capretto, castrato e formaggi stagionati. L’Aleatico di Gradoli doc, prodotto con l’omonimo vitigno a bacca nera e paragonato al Porto per il gusto dolce e il profumo vellutato, è ideale con il dessert. Di colore rosso granato con tonalità violacee, odore finemente aromatico e sapore morbido e di frutto fresco, con un leggero appassimento delle uve e minimo sei mesi di affinamento dà vita ai tipi Liquoroso (anche Riserva), dal gusto pieno, dolce più o meno tannico, e Passito, dal gusto di frutta matura. Le diverse tipologie bianche e rosse dei vini Cerveteri e Colli Etruschi Viterbese o Tuscia completano il quadro delle denominazioni, insieme all’Orvieto (interregionale con l’Umbria), di colore giallo paglierino, profumi delicati e freschi di fiori, frutta e muschio e gusto secco (consigliato con i piatti delicati, carni bianche, crostacei e frutti di mare), abboccato (con il patè di fegato), amabile o dolce a seconda delle diverse tipologie.

Piatti e prodotti tipici. La Tuscia sorprende per la ricchezza di prodotti vegetali tipici: l’aglio rosso di Proceno, l’asparago di Canino, il carciofo di Tarquinia, il cece di Valentano, il fagiolo del Purgatorio di Gradoli, la patata dell’alto-viterbese igp, il farro di Acquapendente, la lenticchia di Onano, la castagna di Vallerano igp, i pecorini, i tozzetti con la nocciola romana igp raccolta sui Monti Cimini. I coregoni, pesci d’acqua dolce dalle carni delicate, sono molto apprezzati per tradizione al Nord, ma gran parte di quelli che raggiungono i mercati italiani sono stati appena pescati nel Lago di Bolsena, dove si mangiano cotti alla griglia e irrorati a crudo dagli splendidi oli extravergini locali Canino e Tuscia (entrambi tutelati dalla dop) oppure cucinati al pomodoro insieme ad anguille, tinche, lucci, persici reali, latterini e gamberi di lago nella saporita “sbroscia”. Dai sapori forti e contadini arrivano le ricette della tradizione che in parte richiamano alcune preparazioni della vicina Maremma toscana: panzanella, acquacotta, vignarola (minestra di fave, piselli e carciofi), frascarelli in brodo, fieno di canepina (particolari maccheroni di sfoglia all’uovo sottilissima), fettuccine con rigaglie di pollo, pappardelle con sugo di lepre e cinghiale, lombrichelli e gnocchi col ferro, porcini trifolati e arrosto, anguilla alla bisentina (cotta con aceto, pomodoro e aromi), pesci di lago marinati, zuppa “giubba e calzoni” preparata con la carne d’agnello della Tuscia (in attesa del riconoscimento igp), abbacchio al forno, porchetta, coniglio a buione, pizza di Pasqua dolce, ciambellone e frittelle di riso. (di Alessandra Calzecchi Onesti) 

DENOMINAZIONI

DOC: Aleatico di Gradoli, Cerveteri, Colli Etruschi Viterbese o Tuscia, Est! Est!! Est!!! di Montefiascone, Orvieto (interregionale Umbria e Lazio), Roma,Tarquinia, Vignanello 

IGT: Civitella d’Agliano, Colli Cimini, Costa Etrusco Romana, Lazio