Diamo il benvenuto al Comune di Bosa

29/04/2022

L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Bosa (OR). Il toponimo nasce dalla scritta “B’SA”, nome trovato su una stele fenicia dell’VIII secolo A.C. e il cui significato risale forse alla civiltà nuragica. B’SA significa semplicemente “il popolo di Bosa”, città costruita sulle sponde del fiume Temo che ne ha determinato lo sviluppo urbanistico.

Già abitato in epoca preistorica, protostorica e nuragica, e in seguito romana e bizantina, fa parte dell’Unione di comuni della Planargia e del Montiferru Occidentale e si inserisce, storicamente, nel più vasto territorio del Logudoro, condividendo con quest’ultimo l’utilizzo della variante linguistica del sardo logudorese. Durante il dominio aragonese, ottenne il rango di città regia. La seconda metà del Cinquecento, sotto il regno di Filippo II di Spagna, rappresentò un’era di grandi cambiamenti anche sul piano culturale. Passata con l’intera Sardegna agli Asburgo d’Austria nel 1714, quindi ai Savoia tra il 1718 e il 1720, la città riacquistò via via una certa importanza. Conobbe poi nell’Ottocento un incremento demografico progressivo ma lento e nella metà del XIX secolo si ampliò verso il mare.

Adagiata sul fondovalle lungo il quale scorre il Temo (unico fiume navigabile della Sardegna per circa Km 6), poco distante dalle acque cristalline del mare occidentale e dominata dal Castello dei Malaspina sul colle di Serravalle, questo suggestivo borgo medioevale affascina per l’armonia del panorama e per la vitalità dei suoi colori: il verde intenso degli ulivi secolari, l’azzurro del mare sullo sfondo, il rosa della pietra con cui sono ingentilite le case del centro antico, il rosso, il giallo delle tradizionali imbarcazioni dei pescatori locali. Ma Bosa è anche una città di mare, con le sue spiagge dalle caratteristiche uniche (la sabbia, ad alto contenuto di ferro, possiede delle caratteristiche terapeutiche per la cura dei reumatismi), le numerose calette raggiungibili solo in barca, la costa incontaminata e un fondale marino di rara bellezza.

Nel territorio bosano è possibile identificare tre tipi di paesaggi:  quello fluviale, quello dei rilievi vulcanici (con la Riserva naturale di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu e il Parco Biomarino di Capo Marrargiu) e quello della media valle, quasi interamente non intaccato dall’opera dell’uomo e con una grande varietà dei biotopi

Molto ricco il patrimonio artistico da visitare, tra Monumenti e Chiese: “Sa Funtana Manna”, Cattedrale dell’Immacolata, Castello Malaspina, Torre Isola Rossa, Convento Cappuccini, Oratorio del Rosario, sito archeologico S’abba Druche, Chiesa di San Pietro, Chiesa e Convento del Carmine, le vecchie concerie, Chiesa S.Antonio Extra Muros, Rione Medievale Sa Costa, Chiesa di Santa Maria del Mare, Chiesa Nostra Signora di Regnos Altos, Chiesa Santa Croce, Museo Casa Deriu, Raccolta Melkiorre Melis, Pinacoteca Antonio Atza.

Ancora viva le eccellenze artigianali: dal filet, un merletto di grande pregio, alla lavorazione del corallo fino agli orafi “sos mastros de oro”, conosciuti anche col titolo di “ragni della filigrana per quel loro trattare i fili d’oro e d’argento con la maestria dell’insetto acrobata”.

Da non perdere un assaggio dell’enogastronomia locale: piatti di mare, pani (sos tundos, sas covattsas, su bistoccu, sas paltsidas, sas gallettas) e dolci (sas frisciolas longas, sa pasta violada, sos culinzones de mendula, sas casadinas, sa tiliccas, sos pabassino, sos santos de tuccaru) tipici, Cannonau, Girò, Alvaranziliadu, Moscato e naturalmente la Malvasia di BosaDOC,tra i vini più pregiati d’Italia (il Comune fa parte della Strada della Malvasia di Bosa).

Moltissime, infine, le feste in calendario:

·Festa di S. Antonio (16-17 Gennaio): Suggestivo il colossale falò davanti alla chiesa cinquecentesca. Segna l’inizio del carnevale bosano,che nel passato si apriva con un grande veglione danzante già la notte di Capodanno.

·Carrasegare ‘Osincu (dal 16 gennaio al giorno della Pentolaccia): Il ballo ha sempre caratterizzato il Carnevale bosano e costituiva una delle tante forme di divertimento approvate dalla comunità, che faceva avvicinare fisicamente non soltanto persone di sesso diverso, ma anche di condizione sociale e di status civili diversi. Oltre a un fitto calendario di affascinanti riti, mascherate e sfilate di carri allegorici, il Comune e la Pro Loco organizzano eventi di natura enogastronomica, come la Sagra del riccio di mare e Cantine aperte, o di carattere ludico-culturale come la Caccia al Tesoro per le contrade del borgo medievale.

·Settimana Santa: Le celebrazioni della Settimana Santa costituiscono pur una notevole attrattiva per quanti amano il folklore religioso. Sono singolari le rappresentazioni che ricordano la passione e la via crucis di Cristo, sottolineate da canti tradizionali e dalla processione dei fedeli che trasportano le statue dei Santi.

·Festa di S. Giorgio (24 – 25 Aprile)

·Festa dei Santi Emilio e Priamo (28 Maggio): manifestazioni folcloristiche e musicali in onore dei Santi Patroni della città.

·Festa di Sant’Isidoro (maggio)

·Festa di S. Giovanni Battista (24 Giugno)

·Festa dei Santi Pietro e Paolo (29 Giugno)

·Sagra di Santa Maria del Mare (1ª domenica di Agosto): Al mattino il simulacro della Madonna viene trasportato con una regata da Bosa Marina a Bosa. La processione a piedi parte quindi dal molo fluviale e raggiunge la cattedrale. Nel pomeriggio, la statua della Madonna viene riportata sempre con una regata lungo il fiume nella rada dl- Bosa Marina, dove viene celebrata la messa all’aperto. Segue la processione. La Sagra si conclude con feste popolari e spettacoli pirotecnici.

·Sagra di Nostra Signora di Regnos Altos (2ª domenica di Settembre): Questa sagra è il più variopinto e singolare appuntamento dell’estate bosana. Lungo le strade del quartiere di Sa Costa si snoda la lunga processione che quindi raggiunge la piazza d’armi del castello, dove viene celebrata la messa all’aperto. Per le strade grandi abbuffate di gastronomia locale, concorsi di altarittos, canti e balli sardi.

·Festa di Santi Cosma e Damiano (26 Settembre):Festa campestre, occasione per gite fuori porta con balli, canti e grandi bevute nella verde campagna bosana. Novena caratteristica in lingua sarda.

Durante i mesi estivi (da giugno a settembre) si succedono, inoltre, nella città e nel suo borgo marino diverse manifestazioni quali mostre presso “Casa Deriu”, antica casa padronale del centro storico ristrutturata interamente con i suoi arredi originali, e presso la torre aragonese dell’Isola Rossa a Bosa Marina; eventi musicali e rappresentazioni teatrali anche nelle vie del centro storico. Di particolare interesse le varie edizioni di mostre mercato nei settori agroalimentare, oggetti d’antiquariato e artigianato locale.

 

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