Al Washington Post piace il rosato siciliano

06/11/2017

Arriva direttamente dal Washington Post, uno dei quotidiani più autorevoli al mondo il nuovo attestato di stima per la produzione di CVA Canicattì. Nella sua rubrica sui vini consigliati Dave McIntyre, wine columnist del prestigioso quotidiano e firma tra le  più autorevoli al mondo, ha dedicato uno spazio interamente alle produzioni provenienti dall’Italia inserendo tra i cinque vini proposti anche il Delicio, una versione “rosato”  di Nero d’Avola di grande finezza e intensità di profumi.

L’Italia è probabilmente il paese che più di tutti gli altri può vantare la più grande diversità di uve  e di vini al mondo – scrive McIntyre nella sua introduzione – qui di seguito una selezione dei tanti tesori che questo paese può offrire”.

Con un giudizio di eccellenza che vale il punteggio di due stelle su tre, Delicio è l’unico vino rosato presente in questa short list, che comprende anche tre rossi e un bianco. A proposito dell’etichetta dell’azienda siciliana McIntyre scrive: “questo delizioso rosato, fatto da uve di Nero d’Avola, è un vino ideale non solo per scaldare le giornate d’autunno ma può essere apprezzato in qualsiasi momento, meglio se abbinato a piatti semplici e leggeri”.

Un giudizio, che ancora una volta conferma in pieno il valore di una produzione che ha nel territorio della Sicilia meridionale  e nei vitigni autoctoni la sua stella polare. Una filosofia produttiva  che distingue  CVA Canicattì anche per il rapporto qualità prezzo espresso da vini che – anche a livello internazionale –  non temono il confronto con bottiglie importanti prodotte da marchi più conosciuti e presenti sul mercato statunitense da più tempo. Del resto, questa piccola realtà cooperativa, non è nuova ad importanti traguardi: miglior vino bianco in assoluto del il Concours Mondial de Bruxelles lo scorso anno,  oltre a Decanter e Mundus Vini che, ripetutamente hanno premiato queste produzioni.

Oggi il consumo di vini rosati a livello internazionale è in forte ascesa, segno evidente che questa tipologia, quando c’è qualità,  riscuote successo ed attenzione anche dalla critica enologica più importante e quotata. I rosati italiani sono, in tal senso, una realtà in netta crescita e non solo con i vini abruzzesi o pugliesi. E’ il vitigno a fare la differenza ed apportare un valore aggiunto distintivo: e il Nero d’Avola si conferma anche nella versione “rosato” un vitigno più che interessante. 

La forza identitaria dei nostri vini – commenta Giovanni Greco, presidente di CVA Canicattì –  trova una nuova importante conferma. Questo giudizio che arriva dopo appena un paio di annate è un segnale evidente che i nostri sforzi vanno nella giusta direzione. Il nostro intento era quello di dare vita ad un rosato internazionale nel colore (rosa tenue, velo di cipolla) ma dal carattere autenticamente siciliano”.

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