Adua Villa: il Prosecco è intramontabile

Adua Villa è giornalista, scrittrice, sommelier, imprenditrice, alla competenza sul mondo vino unisce la freschezza della narrazione, e lo fa da molto prima che tale narrazione enologica seducesse influencer e social addicted. Per Terre del Vino di novembre/dicembre 2025 l’abbiamo intervistata su presente e futuro dei vini spumante. Qui continua la sua intervista su immagine produttiva ed effetto dazi.

Adua Villa

Che tipo di vino ha in mente il vigneron quando produce vini spumante e che cosa invece si aspetta oggi il consumatore medio? E quello esperto?


Il vigneron oggi è chiamato a un doppio esercizio creativo e tecnico: da un lato, immagina uno spumante che sia espressione autentica del territorio, in equilibrio tra freschezza, mineralità e complessità aromatica; dall’altro deve tener conto di un mercato che chiede sempre più prodotti identitari e accessibili.
Il consumatore medio, soprattutto nel mercato internazionale, cerca bollicine leggere, profumate, facili da bere, spesso legate a un’occasione di festa o relax. Parole chiave? Drinkability, low sugar, low alcol e packaging accattivante. La sostenibilità come requisito continua a crescere. 
L’esperto ha le idee chiare: cerca profondità e autenticità. Si orienta verso spumanti a basso dosaggio (extra brut, pas dosé), ama i grandi classici a base Chardonnay e Pinot Nero. Anche lui attento alla tracciabilità e sostenibilità.
Insomma, la sfida per il produttore oggi è bilanciare immediatezza e complessità, identità e coerenza stilistica”.



Pre e post dazi e calo dei consumi: i vini spumante quanto ne hanno risentito e in che direzione sta andando il mercato?

Il settore degli spumanti ha risentito delle tensioni globali come tutti i comparti vitivinicoli, ma in modo meno drammatico rispetto ad altri. Durante il periodo post-dazi e con il calo dei consumi in mercati maturi come quello europeo, gli spumanti hanno saputo reagire puntando su nuovi territori: Asia, Africa e Sud America. 
Inoltre, i dati (fonte: OIV, Unione Italiana Vini, Osservatorio del Vino) confermano che i consumatori stanno riducendo sempre più i volumi (come è ormai noto) ma alzando l’asticella della qualità, e qui lo spumante, soprattutto lo Charmat, ha avuto un vantaggio: grazie alla sua versatilità e a un prezzo spesso più accessibile rispetto ad altri vini Metodo Classico e internazionali, per lo più francesi, ha mantenuto una quota di mercato importante.
Certo, la pressione inflazionistica, i cambiamenti climatici (che incidono molto sulla maturazione dell’uva e sull’acidità naturale, fondamentale per gli spumanti), e i costi di produzione stanno cambiando le regole del gioco. Ma le aziende che stanno investendo in innovazione enologica e sostenibilità (dalla vigna alla bottiglia) stanno tracciando una rotta chiara: meno quantità, più valore”.

L’intervista continua su Terre del Vino di novembre/dicembre 2025

Cerca la città del vino
Generic filters

Ultime Notizie

adv