Un’enologia ispirata agli equilibri della natura

14/04/2023

Fondata a Bordeaux nel 1895, LAFFORT è oggi leader a livello mondiale nel settore delle biotecnologie e dei coadiuvanti enologici speciali. In questo lungo periodo si è comunque mantenuta sempre giovane e propositiva grazie al suo sempre stretto legame con il mondo della ricerca, che gli ha permesso di partecipare attivamente alle principali fasi evolutive della scienza enologica.

Suoi punti di forza e di orgoglio sono: l’assidua collaborazione con la sfera universitaria strettamente connessa con la propria struttura di ricerca, il secolare “savoir faire” nutrito dal vivo e quotidiano contatto con il mondo produttivo, la severa professionalità che affonda le sue radici nel solco di una consapevole tradizione famigliare.

Oggi continua in questa missione convinta che solo l’osservazione delle diversità e complessità della natura ci possa permettere di immaginare e progettare l’enologia del futuro. Un’enologia ispirata agli equilibri della natura, precisa, responsabile ed ecosostenibile.

In un’epoca in cui siamo chiamati a fare sempre più attenzione alla salubrità degli alimenti e alla loro naturalità, alla salvaguardia dell’ambiente e alla diminuzione dell’impiego di molecole chimiche ed additivi, in cui il consumatore ci chiede qualità, tipicità, riconoscibilità, questo tipo di approccio si rivela di grande aiuto.

Ci ha permesso di arrivare all’isolamento, caratterizzazione ed applicazione di nuovi microrganismi, nella fattispecie lieviti non Saccharomyces, presenti naturalmente sul substrato uva, ed in grado di svolgere funzioni utili dal punto di vista enologico.

Si è arrivati dunque a sviluppare ed adottare in enologia i concetti di:

bioprotezione con l’applicazione, nelle fasi iniziali di vinificazione, di specifici microrganismi in grado di proteggere le uve ed i mosti da microrganismi indesiderati ed ossidazioni al fine di preservarne la composizione originale, la qualità e la fragranza;

biocontrollo con la messa a punto di protocolli di impiego di colture di specifici microrganismi su materiali ed attrezzature di cantina allo scopo di controllare e limitare lo sviluppo e proliferazione di microrganismi contaminanti;

bioacidificazione con la selezione di altri microrganismi in grado, col loro naturale metabolismo, di produrre acidi organici che contribuiscono al patrimonio acidico finale del vino, fortemente compromesso dai forti aumenti delle temperature registrati nelle ultime vendemmie.