Le Città del Vino alle urne: un saluto ai sindaci impegnati nella valorizzazione di vitivinicoltura, paesaggio e territorio

05/07/2017

Dopo la tornata elettorale del 2016, anche quest’anno oltre 1000 Comuni italiani (796 nelle regioni a statuto ordinario e 225 nelle regioni a statuto speciale) hanno affrontato il rinnovamento degli organi di governo con l’elezione diretta dei sindaci e dei consigli comunali. Le consultazioni, che si sono svolte in prima battuta l’11 giugno e il 25 giugno per i ballottaggi, hanno riguardato una quarantina di Città del Vino.

Nel dare il benvenuto ai nuovi rappresentanti istituzionali delle nostre aree altamente vocate alla viticoltura, vogliamo salutare i sindaci uscenti che nel corso dei loro mandati si sono fortemente impegnati per la tutela e la valorizzazione di territori che possono fregiarsi di una coltura-cultura della vite e del vino di grande tradizione. Consapevoli, peraltro, del fatto che il lavoro dei sindaci, spesso quasi volontario, rappresenta – per il rapporto quotidiano e diretto tra i cittadini e gli amministratori che è pratica corrente nelle piccole comunità – un momento insostituibile di democrazia vissuta, vitale in una fase storica che registra al contrario il pericoloso allontanamento tra cittadino e istituzioni.

Lo faremo ripercorrendo brevemente alcuni dei nodi da sciogliere e delle strategie più efficaci per un rilancio del protagonismo dei Comuni e del ruolo delle città di identità, recentemente richiamati in occasione del Trentennale delle Città del Vino.

 

Pianificazione urbana e rurale: la Pianificazione delle aree rurali e urbane è un terreno fondamentale per promuovere localmente, con l’impegno dei Comuni e il coinvolgimento di associazioni e privati, uno sviluppo del territorio che parta da una rilettura delle vocazioni autentiche e da uno “statuto dei luoghi”, ma che soprattutto sia improntato ad un concetto di sostenibilità integrata”: innovazione, qualità ed etica che vanno ad influire sulle attività piccole e grandi, sulle politiche locali e sulle scelte individuali, sulle prassi urbanistiche e sui comportamenti quotidiani, generando un enorme valore socioeconomico. Per accompagnare i Sindaci in questo percorso, l’Associazione ha da tempo elaborato uno strumento prezioso come il Piano Regolatore delle Città del Vino, che disciplina e regola l’urbanizzazione e l’uso del suolo declinandolo con i temi cari alla sostenibilità: gestione endogena delle risorse locali, biodiversità, paesaggio, mobilità dolce, salute e qualità della vita, occupazione, rapporti sociali, accessibilità, cambiamenti climatici e Urban Food Planning.

 

Fusione dei piccoli Comuni: l’accorpamento dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitantinon approfondisce il nesso tra comunità, le tante identità e la qualità della vita e dell’ambiente. Rischia al contrario di creare confusione ed effetti collaterali, ad esempio sul sistema delle denominazioni d’origine e con riflessi negativi anche sull’enoturismo, la produzione, l’etichettatura, la promozione e la buona tenuta dei territori rurali. Un conto sono le funzioni amministrative, un altro la rappresentanza degli interessi e del valore che le amministrazioni locali hanno in dote per storia, tradizioni, patrimonio e usi. Ci possono essere ruoli, competenze e risorse che permettano ai Comuni di salvare le proprie identità, promuovendo strutture snelle di associazionismo e coordinamento per una maggiore omogeneità ed efficienza dei servizi pubblici o per politiche di area coerenti. 

 

Ruolo delle reti e delle associazioni: difendere le autonomie locali, come recita l’articolo 5 della Costituzione, non vuol dire fare da soli. Le reti territoriali in grado di integrare le strategie di amministrazioni locali, imprese e società civile, e tra queste quelle sostenute dall’associazionismo di prodotto e del tipico, rappresentano una importante risorsa organizzativa per l’adozione di politiche integrate su diverse materiemonitoraggio della cosa amministrata, corretto governo dei territori, rigenerazione degli insediamenti urbani, tutela e valorizzazione dei beni comuni – oltre a costituire un prezioso serbatoio di partecipazione democratica, volontariato civico e impegno per la propria comunità, per il sostegno allo sviluppo, per la sostenibilità ambientale, per la gestione e la tutela del territorio e del paesaggio.

 

Cultura della vite e del vino: anche nella valorizzazione della cultura della vite e del vino e nella protezione del patrimonio rurale e paesaggistico esistono grandi spazi di lavoro e interazione, soprattutto sfruttando le reti “civiche” di promozione delle identità territoriali. In questa direzione assume nuovo rilievo l’azione di “rete” a livello europeo promossa dall’Associazione Iter Vitis (di cui Città del Vino fa parte, essendone stata l’ispiratrice) che può contribuire a dare ancora più valore a quei territori in cui l’antica cultura del vino presente e documentata ha creato luoghi unici e irripetibili, attraverso l’offerta integrata di servizi turistici, attività di comunicazione, progetti di ricerca e programmi di cooperazione transnazionale nel nome dei percorsi della vite e del vino.  

 

Marketing territoriale: specialità agroalimentari, feste e sagre, paesaggi e tradizioni, eccellenze di ogni tipo: è difficile trovare una Città del Vino che, oltre al vino, non possa vantare almeno una o più di una di queste ricchezze, componenti essenziali di quel patrimonio culturale (materiale e immateriale) di cui sono disseminati i territori rurali e le aree interne del Paese. Ma per farle percepire ai potenziali “consumatori di territori” è assolutamente necessario che ad essere fortemente consapevoli del genius loci e del suo valore socioculturale ed economico siano in primo luogo gli amministratori, i cittadini e le imprese. Il marketing territoriale, salvo alcune eccezioni, è invece purtroppo ancora poco efficace se non addirittura pressoché inesistente proprio perché sganciato da una reale coscienza civica del patrimonio territoriale.

 

Ricerca e Formazione: tradizione e trasmissione dei saperi sono i due pilastri su cui costruire, replicare e tramandare un grande patrimonio culturale che diventa anche risorsa economica. Il ruolo della formazione e della ricerca risulta, quindi, di fondamentale importanza per costruire un tessuto sempre più ampio di analisi, competenze, capacità innovative e mentalità imprenditoriali tendenti a rafforzare il valore delle produzioni locali come fattore economico, culturale e identitario. Dal punto di vista del territorio e delle autonomie locali appare oggi necessario un nuovo e più vitale rapporto con il mondo della ricerca e dell’università, a partire dagli atenei dove sono attivi corsi di laurea, master o altre iniziative in scienze gastronomiche, scienze turistiche, enogastronomia e turismo, o dalle esperienze formative di eccellenza come la Summer School sul paesaggio agrario di Reggio Emilia.

 

Tra le proposte operative di largo respiro che l’Associazione nei prossimi mesi intende affinare e mettere a disposizione dei suoi associati, vogliamo infine qui ricordare:

– la valorizzazione del patrimonio informativo dell’Associazione, che potrebbe farsi promotrice di un progetto per la creazione di un sistema che raccolga, aggiorni ed integri sistematicamente i dati sulla struttura sociale, demografica, culturale e produttiva delle Città del Vino, coordinando le diverse e molteplici fonti oggi sparse in enti e strutture diversi;

– l’opportunità di formalizzare accordi e convenzioni con atenei ed altri istituti, sui temi legati alla conoscenza e promozione del patrimonio territoriale

– la realizzazione di un progetto di comunicazione coordinata sul web, studiando la messa a punto di un format uguale per tutte le Città del Vino che rappresenti in modo organico e accessibile tutte le espressioni di marketing territoriale che il Comune deve offrire sul proprio sito istituzionale attraverso il portale cittadelvino.it ed organizzando la formazione degli addetti all’implementazione ed aggiornamento dei dati. 

 

Proprio alla luce di queste riflessioni vogliamo allora ringraziare tutti coloro che  hanno condiviso questo cammino e nello stesso tempo accogliere i prossimi amministratori invitandoli a proseguire insieme a noi nella rivitalizzazione e riqualificazione delle nostre  città e dei nostri territori. (di Alessandra Calzecchi Onesti)