Il vino è la vita che si trasmette di padre in figlio

10/12/2019

Arrivare alla cantina Antonio Facchin di San Polo di Piave significa immergersi in un territorio affascinante, da sempre vocato alla coltivazione della vite. Un viaggio coinvolgente, soprattutto quando si hanno come guide d’eccezione Angelo, Giuseppe e Giusi Facchin. Per loro, quarta generazione di vignaioli, il vino è davvero una questione di famiglia. 

“Le vigne circondano la nostra casa – ci racconta Angelosono il nostro panorama quotidiano, il nostro lavoro e la nostra passione. L’attività vinicola della famiglia è iniziata qui nel 1870, quando Antonio Facchin, nostro capostipite, iniziò a coltivare pochi ettari di vigneto a Raboso Piave”.

“Da quel momento sono passate 4 generazioni, tante cose sono cambiate – prosegue Giuseppe – ma l’entusiasmo, la curiosità e la passione sono le stesse di un tempo. Questo non significa che l’attività non si sia evoluta, anzi, il nostro costante impegno è la produzione nel rispetto della tradizione ma ricerca, innovazione e sperimentazione sono parte integrante del nostro lavoro”.

 Dai pochi vigneti del 1870, oggi l’azienda può contare su 70 ha di vigneto che si estendono in ben 9 comuni della Marca Trevigiana: dalla “buffer zone” delle colline del Prosecco patrimonio dell’umanità alle grave del fiume Piave, fino alle sponde del fiume Livenza, come spiegano Angelo e Giuseppe: “Oggi la nostra produzione spazia dalle denominazioni certificate e garantite, come la DOCG del Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene e il Malanotte del Piave, al Prosecco Millesimato DOC Treviso fino ai vini delle DOC Piave e delle Venezia DOC. E la nostra voglia di sperimentare ci ha spinto a creare dei prodotti di nicchia come il CAMINADA, Passito di Incrocio Manzoni, e il FIOR DI RABOSO, elisir a base di Raboso passito e grappa”.

Una ricerca enologica che ha portato ai Facchin tanti riconoscimenti, tra cui spiccano la medaglia d’oro e premio speciale del VINITALY al Prosecco DOC, premiato con l’Oro anche da THE DRINKSBUSINESS, ai risultati ottenuti nei concorsi internazionali DECANTER, ONAV, IWSC fino alle medaglie d’Oro e d’Argento delle edizioni 2001, 2006, 2007, 2008, 2009 e 2018 della Selezione del Sindaco. Infine, la XVIII edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino ha assegnato la Medaglia d’Oro a Incrocio Manzoni 6.0.13 Marca Trevigiana IGT 2018, Geron Raboso Marca Trevigiana IGT 2008 e Unno 2010 Malanotte Piave DOCG.

“Ma vino a Casa Facchin significa anche ospitalità – conclude Giusi – per questo abbiamo dato vita , nell’antica casa padronale, all’agriturismo “ZIA GIUSI” dove clienti e amici possono vivere un’esperienza enogastronomica all’insegna dei sapori tipici delle terre del Piave e riscoprire il piacere del mangiare bene e della convivialità”.

Non a caso l’agriturismo è divenuto punto d’incontro di diverse associazioni di buongustai (Slow Food, Accademia della Cucina Italiana…) grazie ad una cucina di qualità legata a tradizione e stagionalità.

INCROCIO MANZONI MARCA TREVIGIANA IGT

Prodotto da uve dell’Incrocio Manzoni 6.0.13, vitigno ottenuto dal prof. Luigi Manzoni negli anni ’30 che incrociò il Pinot Bianco con il Resiling Renano, selezionando, nel campo sperimentale, la pianta nr.13 del 6° filare. Vino di classe e di buon corpo, molto equilibrato. Di color giallo paglierino, si propone con un profumo finissimo che ricorda i fiori del prato a primavera. Si raccomanda in abbinamento con primi piatti e secondi di pesce bianco.

 GERON RABOSO MARCA TREVIGIANA IGT

Vino ottenuto dalle migliori uve di Raboso Piave, viene affinato in piccole Barriques con l’aggiunta di una parte di vino ottenuto da uve passite di Raboso Piave. Vinificato in rosso per 8-10 gg con vari travasi, più 30% appassimento naturale sui graticci. Affinato per 48 mesi in acciaio – botte e bottiglia. Ideale con carni rosse, cacciagione e formaggi invecchiati.

UNNO MALANOTTE PIAVE DOCG

Il Malanotte prende il note dall’omonimo borgo a pochi chilometri dalla cantina, dove da secoli si coltivano le varietà più pregiate di Raboso Piave. Il Malanotte del Piave viene ottenuto dalle migliore uve di Raboso Piave, raccolte a fine ottobre inizio novembre dopo la prima brina come vuole la tradizione. Il 30% delle uve viene lasciato in appassimento e poi aggiunte al resto del vino e  affinato in botte per minimo 3 anni. A sigillare la bottiglia una chiusura manuale in ceralacca che custodisce un prodotto di valore, frutto della secolare tradizione vinicola del territorio. Il grande carattere del Raboso Piave ha ispirato l’idea grafica dell’etichetta con l’impetuoso Attila, Re degli Unni che, narra la leggenda, passò per questa zona a Borgo Malanotte; un richiamo anche al carattere irruento e forte che il Raboso esprime da giovane. L’affinamento in legno e il tempo sono le componenti essenziali per esaltare questo vino che evolve in eleganza, armonia, pienezza e lo annovera tra le eccellenze Italiane.