Enoregioni italiane: Pedemontana Centrale

25/08/2017

Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italiane.

Nella Regione Veneto è possibile individuare otto enoregioni: Garda Veneto, Valpolicella, Terre del Soave, Pedemontana Centrale, Colline Centrali, Conegliano e Valdobbiadene, Pianura Occidentale, Pianura Orientale.

 

PEDEMONTANA CENTRALE

Dai Monti Lessini al fiume Adige, questa enoregione si distribuisce su un’ampia area tra la province di Verona, Vicenza e Treviso, dove rilievi collinari terrazzati si alternano a profonde vallate. Sui terreni rocciosi della Lessinia, scarsi di suolo fertile, il paesaggio povero e austero è arricchito da piccoli vigne di durello, coltivato a spalliera fino ai 600 metri di altitudine. L’altopiano del Montello, dalle rosse terre acide e le doline carsiche, ha un paesaggio più dolce, costellato di boschi di rovere e vigneti a filare. A sud di Vicenza, tra Padova e Verona, la presenza di vigneti e cantine in tutta la zona dei Colli Berici doc ne testimonia la vocazione vitivinicola, conosciuta fin dai tempi antichissimi. Tra i resti delle palafitte del Lago di Fimon sono stati ritrovati vinaccioli risalenti all’età del bronzo e proprio in materia di vino la Serenissima dedicò molta attenzione a questi territori. Dei circa 40mila ettari coltivati, 3000 sono a vite con uve prevalentemente a bacca bianca, anche se non mancano vitigni come il merlot con il quali si producono ottimi vini rossi. La  fascia collinare che si estende tra il torrente Astico e il fiume Brenta è quella invece della doc Breganze, un territorio in parte ondulato e in parte pianeggiante confinante al nord con le  prime pendici dell’Altopiano di Asiago. Qui nel 1295 venne redatto un codice vinicolo, il Codice Vineale di Bassano, che si potrebbe definire un precursore degli odierni disciplinari di produzione.

Vini locali.  Vitigni locali come la garganega, la glera (o prosecco), la vespaiola e il friulano si affiancano a  vitigni internazionali, dal cabernet sauvignon al merlot. Il Colli Asolani-Prosecco docg, anche Frizzante e Spumante, è fresco con note delicate di frutta a polpa bianca. La doc Lessini Durello deve il suo nome all’uso di un vitigno così chiamato per l’elevata durezza e resistenza dell’acino alle alterazioni e che per la sua spiccata acidità è particolarmente adatto alla produzione di spumanti. Tra le tante tipologie del Montello Colli Asolani  doc, spiccano i vini della sottozona Venegazzù, ricavato  anche in versione Superiore da uve cabernet franc e carmenère.  E’ attraversata dalla Strada del Torcolato e dei Vini di Breganze la zona della doc Breganze con i suoi 15 vini bianchi e rossi. Emblema della denominazione è il Torcolato, il passito vinificato dai più bei grappoli di vespaiola, l’uva così chiamata perché il suo succo particolarmente dolce è amato dalle vespe. Di colore giallo oro carico e fragranze che richiamano il miele e l’uva passa, è un eccellente vino da meditazione da solo o a fine pasto con pasticceria secca e formaggi erborinati.

Piatti e prodotti tipici. Il Montello, ampio territorio boschivo del trevigiano, è sinonimo di funghi tanto che qui è nata la più importante rassegna gastronomica, il Cocofungo, ma è una caratteristica dei ristoranti di tutta la Marca Trevigiana quella delle serate tematiche dedicate a erbe, funghi, asparagi e radicchio. Oltre a funghi primaverili e autunnali di ogni tipo, tra i più caratteristici non ne va dimenticato uno che si consuma soltanto qui, il barbone, da mangiare crudo in insalata, sottolio oppure cucinato con le cipolle come il fegato alla veneta o anche gratinato in forno con il formaggio. Ad Asiago, come nel resto del Cadore e nelle altre zone boschive della regione, fungo è sinonimo di porcino e in pianura di  chiodino, tuttavia molti appassionati vanno sull’Altopiano a fare il pieno di orette, funghetti grigi che crescono in colonie numerose e sono splendidi di contorno alla carne. Numerosi i prodotti agroalimentari che caratterizzano tutto il territorio: pecorino e ricotta pecorina dei Berici, formaggio Asiago dop,  morlak del Grappa, gli oli extravergini di oliva dop Veneto del Grappa e Veneto Euganei e Berici, sopressa vicentina dop, la ciliegia igp di Marostica e la durona di Chiampo, gli asparagi  bianchi dop di Bassano del Grappa, i tartufi neri dei Berici e, ovviamente, le grappe. A tavola: risotto con i bruscandoli o con le cime di ortica e formaggio pincion, gnocchi con l’uva passa frittata alle erbe spontanee, torresani di Breganze (piccioni,  così chiamati perché nidificano nelle torri di Torreglia, cucinati allo spiedo o al forno), baccalà alla vicentina,  radicchietti selvatici con il lardo,  coessin  (cotechino) del basso vicentino,  carni equine, fuassa onta (focaccia con i ciccioli di maiale),  la gata (a base di cacao, farina di mais e grappa) e la treccia d’oro di Thiene. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

 

DENOMINAZIONI

DOCG: Colli Asolani-Prosecco o Asolo-Prosecco, Montello Rosso o Montello         

DOC: Garda (interregionale con la Lombardia), Breganze, Colli Berici, Prosecco (interregionale con il Friuli-Venezia Giulia), Lessini Durello o Durello Lessini, Montello Colli Asolani, Monti Lessini, Venezia, Vigneti della Serenissima o Serenissima, Vicenza 

IGT: Colli Trevigiani, delle Venezie (interregionale con il Trentino-Alto Adige e con il Friuli-Venezia Giulia), Veneto, Marca Trevigiana