Diamo il benvenuto al Comune di Roccabascerana (AV)

28/09/2022

L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Roccabascerana (AV). Chiamata nel Medioevo "Quascierana" e in seguito "Rocca de Guasserana", deve il suo toponimo al termine "gwass", che significa "vassallo". Al tempo degli Svevi appartenne al normanno Giovanni Moscabruno della stirpe dei Quarrel-Drengot, valorosissimo guerriero e Capitano di Re Manfredi. Con l’avvento di Carlo I d’Angiò, dopo la sconfitta di Manfredi a Benevento e di Corradino a Tagliacozzo, la terra di Roccabascerana fu donata nel 1269 a Ruggiero di Burson, nobile di Francia e nel 1271 al figlio Riccardo di Burson. Sotto il regno della Regina Giovanna il feudo pervenne ai Della Marra, a cui fu tolta nel 1464 dal Re Ferrante I d’Aragona a seguito della ribellione di Antonio della Marra. Assegnato agli Sperone e successivamente agli Spinelli, il fondo passò nel 1560, per acquisto a Francesco d’Aquino I che donò a Francesco d’Aquino II suo nipote. Nella memorabile pestilenza del 1656 che flagellò l’Italia da Nord a Sud, ricordata dal Manzoni ne "I promessi sposi" morirono i due terzi della popolazione. Alla famiglia d’Aquino successe, nel 1669, Carlo Capocelatro figlio di Beatrice d’Aquino. Questi, nel 1712, vendette il fondo a Fabio della Leonessa cui successe il figlio Giuseppe Maria, signore di Roccabascerana Patrizio Napoletano del seggio di Capuana ed ascritto al libro d’oro, principe di Sepino e Duca di S. Martino, ultimo feudatario di Roccabascerana.

 

Il paese sorge a ridosso di una collina alle pendici appenniniche che dividono la Valle Caudina e la Valle del Sabato, al confine tra le province di Avellino e Benevento. La chiesa di San Giorgio e Leonardo, la cui fondazione risale ai secoli XVII-XVI, fu ricostruita dopo il terremoto del 1688 e consacrata sei anni dopo dal Cardinale Orsini. Fu ricostruita nel 1936 dopo che un incendio provocò la totale distruzione della vecchia chiesa, seguendo le caratteristiche architettoniche dello stile gotico. La facciata presenta un portale con arco a sesto acuto, due bifore gotiche laterali, un rosone centrale ed un basso rilievo raffigurante San Giorgio a cavallo sotto il timpano triangolare. All’interno si trova un interessante dipinto parietale con scene sacre collocato alle spalle dell’abside semicircolare della navata maggiore. Staccata dalla chiesa è la torre campanaria, che nel corso dell’anno 2004 è stata completamente restaurata unitamente all’area di sedime della vecchia Chiesa. La stessa area è diventata una grande terrazza, dalla quale si può ammirare tutta la bellezza della "Valle Caudina". Risale al Settecento la Cappella della Confraternita del Ss. Rosario, una piccola chiesa, oggi in fase di ristrutturazione, in cui è conservato un interessante trittico affrescato raffigurante scene tratte dal Nuovo Testamento e risalente al XVIII secolo. Il Palazzo del Principe, anche detto Palazzo baronale, fu costruito nel XVI secolo, impiegando materiale di risulta sottratto al Castello, e funse da residenza dei feudatari della Leonessa. Nel periodo iniziale e nel successivo XVII secolo ebbe il suo periodo di maggior splendore. Venne utilizzato dai feudatari D’Aquino sia come residenza, che come sede per la stipula di atti ufficiali. Alla sommità della Torre Normanna, in blocchi di tufo e calcare, la guglia rocciosa è di forma quadrangolare con al centro un orologio, testimonianza intatta della presenza del castello che era arroccato sulla roccia. Documentazioni, ricerche e leggende tramandate negli anni raccontano la storia delle frazioni del Comune: Cassano, Caudino, Tuoro, Squillani, Zolli e Tufara Valle.

 

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