Diamo il benvenuto a Brentonico

22/11/2021

L’Associazione dà il benvenuto ad una nuova Città del Vino, il Comune di Brentonico, in provincia di Trento.  Brentonico è nome di regione, non di paese, che comprende la Valle della Sorna. Tuttavia, per ragioni logistiche e amministrative, è invalso l’uso di chiamare Brentonico il centro amministrativo, già politico e religioso. E’ probabilmente toponimo prelatino di cui si è perduto il significato tanto che da tempo si è preferita l’etimologia popolare della "brenta" (e tale è lo stemma dei comune) per indicare la forma, a catino, della Valle della Sorna.

Gli altipiani e i dossi della Valle della Sorna erano popolati fin dalla preistoria e durante l’etá imperiale sono documentati abitati posti lungo la via Sarnorum. Tuttavia la colonizzazione intensiva di taluni luoghi, come Corné, sembra opera medievale avvenuta in coincidenza della massima espansione della bonifica della montagna (XI-XII sec.). Paolo Diacono cita il castello di Brentonico tra i castelli del territorio tridentino distrutti nella calata dei Franchi del 590. Nel Medioevo vi erano una quindicina di castelli (segno, questo, della estrema importanza della regione della Sorna che spiritualmente dipendeva dal vescovo di Verona, temporalmente da quello di Trento) dei quali, purtroppo, non ci restano che il nome o labili tracce: Castrum Paludis, Rovione, Castellione, Castrum Therodoy, Castrum a Zengulo, Castello (presso il cimitero di Vigo) ed altri. Restano i ruderi di Dossomaggiore e di Saiòri, le entità castellane più ragguardevoli. Le strade che convergevano e transitavano per la Valle della Sorna giustificavano la presenza di tale concentrazione fortificata a cui fanno riscontro le cinture esterne della valle atesina e dei Cameràs: Valle della Sorna da Chizzóla (Val d’Adige), strada delle Armele dal Moriano, strada delle Bordíne Basse da Loppio – Garda. Dall’845 sono documentati possedimenti dei monaci di S. Maria in Organo di Verona. La penetrazione dei Castelbarco si sovrappose alle signorie locali (da Brentònico) nel XIII secolo. Dal 1411 al 1509 (testamento di Azzone di Castelbarco del 1411) la valle fu soggetta ai Veneziani. Occupato dalle truppe imperiali di Massimiliano I, Brentonico ritornò al Principato vescovile di Trento nel 1532 assumendo, per la sua posizione centrale, il ruolo di sede giurisdizionale dei Quattro Vicariati e del capitano di giustizia. Nel 1648 un’enorme frana distrusse Fano, paesello nei pressi di Brentonico centro. Nel 1703 i luoghi furono devastati dai Francesi del duca di Vendóme che diroccarono il castello di Dossomaggiore. Nel maggio del 1915 la popolazione civile fu evacuata (parte in Austria e parte in Italia): le truppe italiane occuparono Prada e poi l’intera Valle della Sorna che fu fortificata e venne bombardata dalle artiglierie. Nel secondo dopoguerra, all’economia agricolo-pastorale si sovrappose una intensiva attività turistica di tipo estivo-invernale con insediamenti residenziali (fonte: "Aldo Gorfer, Terre Lagarine – Arti Grafiche Manfrini – 1977").

Il Comune fa parte anche dell’Associazione Città del Castagno, del Movimento Patto dei Sindaci e della Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina, la zona meridionale della valle dell’Adige, l’antica Via Maestra che collega il nord e il sud d’Europa, da sempre caratterizzata per la spiccata vivacità culturale. In un territorio favorito da un clima connaturato dall’incontro delle Alpi con la pianura e protetto dal Lago di Garda,  la ricchezza del suolo e di microclimi ha influenzato nel tempo la varietà di prodotti enogastronomici: oltre ai vini la cui produzione supera il 40% di quella provinciale possiamo trovare la carne equina, il vezzena, i formaggi del Monte Baldo, i marroni di Castione e gli ortaggi biologici della Val di Gresta.. Cosa visitare? A Brentonico: Castello di Dossomaggiore, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Chiesa di San Rocco, Contrada di Fontèchel, Dosso Rovione, Museo del Fossile del Monte Baldo, Orto dei semplici e il Giardino botanico del Monte Baldo, Palazzo Eccheli Baisi, Parco del Palù, Piazzale della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. E nei dintorni: Castione (m 520), Cazzano (m 559), Cornè (m 470), Crosano (m 568-550), Polsa (m 1244), Prada (m 773), Saccone (m 742), San Giacomo (m 1194), San Valentino (m 1314) e Sorne (m 527).

Di grande importanza storico-artistico-economica le varie cave di marmo che hanno dato la possibilità della lavorazione di parecchie varietà. Le chiese della Valle della Sorna e di Móri conservano numerosi fastosi altari barocchi usciti dalle botteghe artigianali di Brentonico, e che coincidono con il boom dei rinnovamento delle chiese. Sono un interessante condensato della ricchezza e della varietà dei marmi di questa proda montebaldina, oltre che della vitalità delle botteghe artigianali locali.

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