Immerso nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, il territorio di Moio della Civitella custodisce un ricco patrimonio storico e culturale, testimoniato dalle prime frequentazioni risalenti al V-IV secolo a.C. Il sito archeologico di Civitella, con la sua posizione strategica e le imponenti fortificazioni, rivela resti di antiche mura e strutture abitative complesse, offrendo uno sguardo affascinante sul passato.
Sulla sommità del colle, il Santuario della Madonna Annunziata, eretto tra il XIV e il XV secolo, è un luogo di profonda spiritualità e tradizioni secolari.
Nel tardo Medioevo, i monaci italo-greci contribuirono allo sviluppo di questi centri, introducendo la coltivazione della vite.
I centri abitati di Moio e Pellare, strettamente legati all’insediamento di Civitella, conservano le tracce di antichi insediamenti agricoli, con nuclei abitativi distribuiti lungo i terrazzamenti coltivati e le vie di comunicazione verso l’entroterra. L’evoluzione delle strutture abitative, da costruzioni in legno a edifici in muratura, ha dato vita a un caratteristico centro storico.
Moio e Pellare, pur facendo parte dello Stato di Gioi, ebbero sviluppi feudali distinti, con Moio sotto il dominio delle famiglie Milano e Pepe, e Pellare sotto il controllo dei Carafa e dei Pignatelli. Documenti storici attestano la fornitura del pregiato vino locale alla corte del Viceré di Napoli.
Nel 1807, la riforma amministrativa murattiana sancì la nascita del comune di Moio, il cui vino fu insignito del privilegio di rappresentare l’eccellenza italiana all’Esposizione Universale di Parigi del 1878, segnando un periodo di prosperità per il mercato locale. Dal 1811 al 1860, i due centri fecero parte del circondario di Vallo, nel Regno delle Due Sicilie, e dal 1928 al 1945, il comune fu aggregato a Vallo della Lucania. La fillossera e le guerre mondiali provocarono una forte emigrazione, in particolar modo verso il Venezuela, ma Moio della Civitella e Pellare hanno saputo conservare il loro patrimonio storico e culturale.
Oggi, le caratteristiche case in pietra che dominano la valle dell’Alento offrono un suggestivo scorcio sulla costa cilentana, mentre le tradizioni locali, come le feste patronali di Santa Veneranda e San Bartolomeo, animano la vita del borgo. Le tiepide notti estive sono allietate da eventi culturali di rilievo, come il “Mojoca – Festival degli artisti di Strada” e “Autoctono – Festival del Vino”, che celebrano l’arte e i sapori del territorio.