Chianti Classico Collection 2026 chiusa con soddisfazione

Nell’universo eventi del vino le Anteprime ricoprono un ruolo particolare per la sua natura di ‘spoiler’ sul futuro dei vini sullo scaffale. Quella del Chianti Classico negli anni si è ritagliata un ruolo speciale, per il riscontro che i produttori registrano anno dopo anno. Dati ufficiali a parte, che tra poco vi daremo, siamo andati a fare un giro tra i banchi d’assaggio e oltre che confermare nuovi trend stilistici spinti verso la bevibilità delle nuove annate, abbiamo chiesto agli espositori come stesse andando l’evento. Le voci che abbiamo raccolto hanno parlato tutti di qualità sia dei buyer che si sono affacciati ai loro stand, sia dei professionisti di stampa e comunicazione, un risultato che solo nelle prossime settimane diventerà concreto, tra promesse di ordini e di visibilità, ma che già nella giornata di martedì restituiva visi stanchi ma soddisfatti.

I dati della Chianti Classico Collection 2026

La 33esima edizione della Chianti Classico Collection 2026 si è chiusa con 400 giornalisti accreditati da 23 paesi e 1500 operatori del settore, tra cui professionisti del trade dal Nord America, che ha rappresentato il 49% delle vendite di Gallo Nero nel 2025.

Il messaggio di quest’anno era “Wine is Culture” (il vino è cultura) rappresentato da una statua alta tre metri di un Bacco che ha accolto i visitatori alla Stazione Leopolda di Firenze; 223 i soci del Consorzio Vino Chianti Classico presenti, dalle realtà più piccole e familiari a nomi storici affermati.

Di seguito riportiamo una parte del discorso del Presidente del Consorzio del Chianti Classico Giovanni Manetti alla conferenza stampa di apertura.

Giovanni Manetti pres. Consorzio Chianti Classico

“Cultura è una parola che deriva dal verbo latino ‘colere’, coltivare la terra, trasposto in senso metaforico alla coltivazione dello spirito. Vino è cultura perché è grazie al vino se si salvaguardano le risorse naturali e la bellezza del paesaggio. Il vino contribuisce anche alla valorizzazione del patrimonio artistico e architettonico dei territori di produzione. Inoltre il vino è cultura perché permette il confronto fra comunità e l’incontro fra le persone: vino è socialità e convivialità. Nel Chianti Classico questo rapporto stretto fra vino e cultura trova la sua massima realizzazione essendo un luogo di rara bellezza, ben modellato e conservato dai viticoltori custodi e cerniera fra le due capitali Siena regina del Medioevo e Firenze culla del Rinascimento. Il vino che produciamo da secoli è il frutto di conoscenze tramandate nel tempo con sapienza e passione e da sempre vera bandiera dell’Italia nel mondo.

“La Chianti Classico Collection è come ogni anno l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della denominazione. Navighiamo in acque agitate e stiamo vivendo un periodo pieno di criticità e incertezza: il perdurare dei conflitti, gli attacchi salutisti che criminalizzano il consumo di vino, la diminuzione del potere di acquisto dei consumatori etc. Nonostante questo scenario critico il Chianti Classico gode di buona salute e i numeri lo dimostrano:

  • aumento delle vendite in volume di oltre 1% e del 2,6% in valore rispetto al 2024
  • aumento delle vendite negli USA: dal 36 al 37% nonostante i dazi aumentati al 15%
  • in Nord America aumento delle vendite dei vini del Gallo Nero in Canada che passa dal 10 al 12% delle vendite totali”

 

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