Il Vulture è una terra che merita di essere raccontata, e Cantine del Notaio ne è una voce autorevole. “Perché produrre vino oggi? Forse la vera domanda è: perché non farlo?” afferma l’azienda, che porta avanti una tradizione vitivinicola di sette generazioni. “Il vino è parte della nostra storia familiare e un potente ambasciatore del territorio, ancora poco conosciuto ma ricco di cultura, storia e potenzialità. È anche un motore di turismo e occupazione, oltre che un mezzo per trattenere i giovani nel Sud.”
La passione e il desiderio di riscatto guidano ogni giorno il lavoro dell’azienda: affrontare le sfide climatiche, promuovere un Sud spesso mal raccontato e offrire nuove opportunità alle generazioni future. Il riconoscimento al XXIII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2025, con le medaglie a La Firma 2018 e Il Sigillo 2017, è motivo di orgoglio e sprone a fare sempre meglio.
“Un vino deve avere personalità e identità, deve raccontare il vitigno, il territorio e la sua storia. Brindiamo con La Firma, simbolo del riscatto dell’Aglianico del Vulture, dei suoi uomini e di questa terra forte, capace di affrontare anche la neve.”