Era l’anno 2000 quando in famiglia si discuteva se vendere i bellissimi vigneti di proprietà che circondano l’abitazione dove sono cresciuta. Le vigne, furono acquisite negli anni ’60 dal nonno Generoso, acquistando la parte più alta dei poderi situati in Contrada Solagna del Titolo ai piedi del Monte Vulture.
Negli anni il nonno e il bisnonno si occuparono di curare le vigne limitandosi a vendere le uve e produrre per autoconsumo. “Sei ettari non si tengono per scherzo” fu la prima impressione della famiglia, ormai decisa a vendere poiché i genitori entrambi insegnanti e i nipoti vedevamo il futuro lontano da Barile per continuare gli studi universitari. Acquirenti interessati che bussarono alla porta dell’azienda non mancarono, ma proprio all’ultimo profonda malinconia colpì Elena Fucci. Non poteva sopportare che qualcuno portasse via i vigneti tra i più vecchi del Vulture (la maggior parte hanno tra i 55 e i 60 anni). Così Fucci cambiò i suoi programmi e decise di investire sul territorio e sulla risorsa che aveva permesso al padre e ancor prima ai nonni e bisnonni di vivere e di crescere nel Vulture.



