Reti di impresa nel vino: un nuovo modello di aggregazione

05/12/2017

La necessità emergente per il mondo del vino è quella di espandersi sui mercati più rapidamente possibile, e per farlo è necessario evitare di frammentarsi, ma unire le forze in reti d’impresa che possano garantire il successo nel settore vitivinicolo.

Questo è quanto è emerso oggi, durante la prima giornata di Wine2Wine 2017, dal seminario di Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian, “Reti di impresa nel vino: un nuovo modello di aggregazione per essere più competitivi sui mercati”.

Molte realtà sono convinte che premiare la singolarità sia la risposta più efficiente per la propria azienda: non è così. Ad oggi, infatti, ci sono più di 300.000 aziende vitivinicole e 47.400 aziende vinificatrici, di queste poche riescono a garantirsi una posizione vantaggiosa sul mercato”, ha spiegato Fabio Piccoli.

Il suggerimento del direttore di Wine Meridian alle imprese, riguarda la possibilità di guardare a nuovi modelli di aggregazione, poiché i mercati odierni richiedono maggiore competenza, e quindi maggiori risorse umane, più dinamismo e velocità nelle decisioni aziendali e, infine, un maggior presidio dei mercati.

Cosa sono, dunque, le reti di impresa?

Sono strategie facili e veloci da costruire, non richiedono grandi investimenti, non hanno una struttura pesante e nascono sulla base di fabbisogni e aspettative ben definiti.

Quali sono le attività che è possibile fare insieme attraverso una rete di imprese?

“Sicuramente fare comunicazione, avere un presidio collettivo sui mercati e agli eventi internazionali (per garantirsi maggiore visibilità e rimanere impressi agli occhi del cliente), condividere le risorse umane, e stabilire relazioni comuni con imprenditori e distributori”, ha continuato il direttore di Wine Meridian.

In conclusione Fabio Piccoli ha esortato i presenti a concentrarsi due aspetti principali: prima di tutto focalizzarsi sui contenuti e non sui “contenitori”, quindi credere alla rete d’impresa come strumento. È fondamentale che ogni azienda abbia ben chiaro che tipo di risorse materiali e umane servono a migliorare il proprio posizionamento. In secondo luogo, la chiave per poter lavorare al meglio sta nell’affidarsi a qualcuno che si occupi solamente di coordinare l’attività.

 “Ma non dimentichiamo che le aziende devono imparare a valorizzarsi prima di tutto nel proprio territorio e solo di conseguenza altrove” è il consiglio con cui Fabio Piccoli conclude l’incontro.

 

 

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