Enoregioni italiane: Terre del Sagrantino e Colli Martani

02/11/2017

Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italiane.

Nella Regione Umbria è possibile individuare tre enoregioni: Colli Perugini, Terre del Sagrantino e Colli Martani, Orvietano e Colli Amerini.

 

TERRE DEL SAGRANTINO E COLLI MARTANI

Il massiccio dei Monti Martani, al centro dell’Umbria, si estende da sud a nord per circa 45 km. Sentieri, sterrate, stradine secondarie e un percorso ufficiale, il Martani Trekking ben segnalato e attrezzato con punti sosta, permettono di raggiungere ogni angolo delle montagne a piedi o in bicicletta. Le cime, ricche di grotte e doline, sono smussate e ricoperte di prati, lecceti, querce e faggi. L’acqua che scorre sul Fosso di Pozzale alimenta a valle rinomate sorgenti, come Sangemini, Fabia, Amerino, Sanfaustino e Furapane. Numerose le aree archeologiche, come Carsulae e Sant’Erasmo sul monte Torre Maggiore. Il vitigno più rappresentativo è il sagrantino, che alcuni storici fanno risalire ad una modificazione dell’uva itriola, la cui coltivazione intorno a Bevagna è attestata da Plinio il Vecchio. Gli impianti tradizionali sono a piumetta, mentre il cordone speronato è più frequente in quelli recenti. La cultura vitivinicola qui risale a tempi remoti: già nel 1088 si scrive di terre piantate a vigna e nel ‘300 le norme comunali iniziano a tutelare vite e vino. A partire dal 1540 un’ordinanza stabilisce la data d’inizio della vendemmia, risale al XVI sec. il primo documento che cita il vitigno e nell’Ottocento il vino di Montefalco è citato come il migliore dello Stato Pontificio.

Vini locali. Non sappiamo come fosse il primo Sagrantino, sicuramente nell’antichità tra Natale e Capodanno era tradizione vinificare piccole quantità di un passito riservato esclusivamente ai pranzi festivi e alla Messa. Oggi la quantità maggiore di questa uva, recuperata grazie all’impegno di alcuni vignaioli negli anni ’60, è destinata al tipo Secco, diventato negli ultimi anni simbolo enologico della regione e valorizzato dall’omonima strada del vino, lunga oltre 60 km. Il Montefalco Sagrantino docg, che può essere commercializzato solo dopo 30 mesi dalla vendemmia, è un vino rosso rubino intenso, dai profumi persistenti e caratteristici di frutta matura e spezie, sapore asciutto e robusto e una struttura potente che richiede abbinamenti con secondi piatti importanti (grandi arrosti, selvaggina, piccioni alla todina) e formaggi stagionati e saporiti. Il tipo Passito ha gusto abboccato e armonico, equilibrato al palato grazie all’elevata componente tannica del vitigno, perfetto per accompagnare alcuni dolci regionali come la cicerchiata e il torcolo. E’ recentemente molto salito anche il livello qualitativo della denominazione Montefalco, che offre ottimi rossi fruttati, di corpo e piuttosto tannici e un interessante Bianco (da grechetto e trebbiano), profumato e leggero, per antipasti e piatti di pesce. Le tipologie previste dal disciplinare della doc Colli Martani (Trebbiano, Grechetto, Sangiovese, Cabernet sauvignon, Merlot, Sauvignon, Chardonnay, Riesling e Vernaccia) confermano l’influenza che dal punto di vista enologico Toscana e Lazio hanno sulla parte meridionale dell’Umbria, dove i vitigni più coltivati sono sangiovese e trebbiano toscano da una parte e grechetto dall’altra. Tra i rossi il più strutturato è il Sangiovese, anche in versione Riserva, ideale con la porchetta alla perugina e l’agnello allo scottadito.

Piatti e prodotti tipici. Tutta l’area, come il resto dell’Umbria, è terra di grande olio extravergine d’oliva: le dop Colli Martani (che a leccino e moraiolo affianca la cultivar locale san felice e ha sentori fruttati ed erbacei, con sempre ben avvertibili note di amaro e piccante) e Colli d’Assisi e Spoleto (dal profumo netto di oliva, persistente, con diverse fragranze erbacee e di frutta, sapore fresco, intenso e armonico). Due le varietà di tartufo (il nero e lo scorzone), che cresce di preferenza nei boschi radi ed esposti di quercia e dal delizioso profumo di frutta matura miscelato ad un sentore agliaceo che si esalta in salse calde e ripieni, terrine, paté e farciture. E ancora: il fagiolo di Cave, la patata rossa di Colfiorito, i famosi salumi di Norcia, il prosciutto salato da mangiare con la torta al testo o con quella al formaggio, la dolce e pregiata cipolla di Cannara, venduta nelle belle trecce rosso-dorate e presente in molte ricette, dalla salsiccia del cipollaro alla parmigiana. Tra i piatti tipici della cucina locale, semplice ma con ingredienti di prima scelta, ricordiamo frascarelli in brodo, strangozzi con i funghi sanguinosi, tagliolini al tartufo, gnocchi e bucatini al sagrantino, frittata con asparagi di bosco, lumache arrosto, cacciagione allo spiedo, acquacotta, pancotto, scafata (zuppa primaverile di fave e guanciale), crescionda (budino di cioccolato e amaretti), crostata di mandorle alla gianese, cialde di carnevale, strufoli, frittelle di riso e l’attorta o rocciata, sfoglie sottili ripiene di frutta secca e mele, che per tradizione secolare vengono preparate nelle occasioni di festa del periodo autunnale e invernale. (di Alessandra Calzecchi Onesti)

DENOMINAZIONI

DOCG: Montefalco Sagrantino

DOC: Colli Martani, Montefalco, Rosso Orvietano o Orvietano Rosso, Spoleto, Todi 

IGT: Bettona, Cannara, Umbria

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