Enoregioni italiane: Orvietano e Colli Amerini

06/11/2017

Prosegue la nostra panoramica delle 92 enoregioni italiane.

Nella Regione Umbria è possibile individuare tre enoregioni: Colli Perugini, Terre del Sagrantino e Colli Martani, Orvietano e Colli Amerini.

 

ORVIETANO E COLLI AMERINI

L’enoregione, compresa nella provincia di Terni, coincide con l’ambiente collinare a sud ovest della Regione fino all’Alto Lazio e si snoda tra rilievi e valli, con calanchi cretosi nel fondovalle e vaste zone boschive idrogeologicamente molto ricche, dal Lago di Corbara e Cascata delle Marmore ai bacini dei fiumi Tevere, Nera e Velino. L’umidità delle acque lacustri funge da equilibratore climatico favorendo la vite e l’olivo. Nei mesi di settembre e ottobre il microclima generato dalla presenza del bacino artificiale di Corbara contribuisce allo sviluppo di quella Botrys cinerea che conferisce ai vini muffati caratteristici aromi e profumi di miele, spezie, frutti canditi, vaniglia, nocciole e caramello. La composizione dei terreni varia dai tufi e colate di lava dei suoli dell’orvietano derivanti dalle attività del Vulcano di Bolsena, altamente vocati alla produzione di vini bianchi sapidi e fruttati, ai depositi alluvionali e fluvio-lacustri a destra e a sinistra delle Gole di Narni, da cui nascono rossi ricchi di corpo e di colore. Tutta la zona è caratterizzata da forti tradizioni enologiche, attestate negli importanti dipinti delle tombe del IV sec. a.C. e nella varietà di ceramiche etrusche e greche destinate alla conservazione, mescita e degustazione.

Vini locali. Qui gli Etruschi producevano il vino con una tecnica semplice di vinificazione “a tre piani” che lasciava una parte degli zuccheri non fermentati. Ecco perché l’Orvieto doc (anche con menzione “Classico”, riservata ad una zona più antica) nasce con quel gusto amabile che lo ha reso così famoso da arrivare rapidamente alle mense dei papi. Condiviso con il Lazio e ottenuto per il 60% minimo dall’autoctono grechetto e dal trebbiano toscano (procanico), viene prodotto principalmente nel tipo secco: di colore giallo paglierino più o meno intenso, odor delicato e gradevole e lieve retrogusto amarognolo, ottimo come aperitivo o in abbinamento a minestre di verdure senza pomodoro, primi piatti asciutti, pesce bollito o arrosto, carni bianche e verdure. Consigliati invece con piatti a base di fegato, formaggi saporiti e leggermente piccanti e macedonie di frutta le versioni abboccato e amabile. La Vendemmia Tardiva dalle sfumature dorate e la Muffa Nobile tendente all’ambra sono vini da meditazione o da degustare insieme a fois gras, formaggi fermentati o di capra, dessert delicati senza creme o cioccolato, pasticceria secca con mandorle e nocciole. Più recenti le denominazioni Lago di Corbara e Orvietano Rosso o Rosso Orvietano, con una ricca serie di tipologie rosse innovative (Cabernet, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero) e tradizionali (Sangiovese, Aleatico, Ciliegiolo). Dai profumi vinosi e gradevoli, il rosso del Lago di Corbara è un vino pieno, vellutato, giustamente tannico, che accompagna degnamente salumi, capretto arrosto e formaggi duri. Esiste anche una vasta gamma di bianchi (pure Riserva): Grechetto, Chardonnay, Sauvignon, Vendemmia Tardiva e Passito. L’Orvietano Rosso Ciliegiolo è un vino originale, rubino intenso, profumo vinoso e fruttato, caratteristico, che ben si sposa con i piatti locali come fagioli con le cotiche e gallina ubriaca. Grechetto, malvasia, ciliegiolo, sangiovese e merlot anche per i Bianchi, Rossi, Rosato, Novello e Vin Santo della doc Amelia, fino a poco tempo fa conosciuta come Colli Armerini.

Piatti e prodotti tipici. Molto interessante dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, storico e gastronomico è il Parco Fluviale del Nera, dove nel 1997 è stata inaugurata la prima isola biologica ufficiale in Umbria e sperimentale in Italia, a tutela dell’ambiente e delle attività turistiche, con alimenti certificati, carni di qualità e coltivazioni severamente bio. Come quella vitivinicola, anche la tradizione gastronomica del territorio ha radici storiche, basata su prodotti e piatti semplici ma di ottima qualità: l’olio extravergine d’oliva Umbria Colli Orvietani dop, tartufo nero, trota fario, gamberi di fiume, luccioperca o sandra di Corbara (ottimi i filetti insaporiti dal fior di finocchio raccolto nei viottoli lungo il lago), mazzafegati (salsicce preparate con le parti povere del suino, da mangiare alla brace o crude sul pane dopo una breve stagionatura), viparo (liquore ottenuto da erbe e radici), pane di Terni (sciapo e cotto a legna). E a tavola: tagliolini in brodo di tinca, minestra al farro, zuppa di ceci e castagne, gli umbricelli di acqua e farina al sugo, lumachelle al forno, gallina ubriaca cotta nel vino bianco di Orvieto, oca arrosto nell’epoca della trebbiatura, palomba alla ghiotta, polenta al sugo di maiale, pappardelle al cinghiale, pizza con gli sfrizzoli, "ciammello" all’anice, pizza di Pasqua alla cannella, maritozzi con le uvette (la “merenda” dei mietitori, insieme ad un bicchiere di vino amabile), rigatoni con le noci e cioccolato, Torta di Orvieto con uvetta, frutta candita e ciliegie, tozzetti alle nocciole e panpepato, il dolce tipico natalizio ottenuto da un impasto di cioccolato fondente, miele, liquori e frutta secca.(di Alessandra Calzecchi Onesti)

DENOMINAZIONI

DOC: Amelia, Lago di Corbara, Orvieto (interregionale Umbria e Lazio), Rosso Orvietano o Orvietano Rosso 

IGT: Allerona, Narni,  Umbria

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