Situata nei luoghi in cui nacque la romana Tertium, dalla quale prende il nome, divenne centro romano di modesta entità, vivendo della luce riflessa dell’importante porto di Olbia.
Nel medioevo l’attuale territorio teltese era diviso tra il Giudicato di Gallura e il Giudicato di Torres. Il limite tra i due stati era il fiume Tarone, che durante il suo corso cambia nome in Riu Tzirulia, Riu de Sa fraigada, fino a congiungersi con il Riu de Enas. Allora il corso d’acqua aveva invece un’unica denominazione – Riu de Badu de traos – che conservava lungo tutto il suo tragitto, dalle sorgenti in località Serra de picu cotu, nella catena del Limbara, fino alla sua confluenza col Riu de Enas, fungendo appunto da confine naturale tra i due giudicati.
Villa tercis ebbe una certa importanza in quel preciso periodo storico. Fu l’unico centro abitato di rilievo, al pari di Civita e Bidda mazore (Villa mayor) della curatoria di Fundu de monte. Successivamente fu completamente abbandonata forse a causa delle continue scorrerie dei saraceni.
Il 15 febbraio 1412 la località Badu de Tertis viene menzionata nell’atto di concessione del territorio di Monti al vassallo sassarese Pietro de Fenu. Il toponimo indica il confine estremo del territorio concesso in alloddio ed è appartenente all’Encontrada del Monteacuto. É in questo preciso punto che nascerà il primo insediamento moderno verso la fine del 1700. Badu de Tercis é citato anche nell’atto di definizione dei confini tra Gallura e Montacuto, stipulato a Tempio il 4 maggio 1547. In tale documento il sito é chiamato anche Badu de carru, toponimo diffusissimo in tutta la Sardegna stante ad indicare i guadi carrabili.
Quasi tre secoli dopo, grazie alla delimitazione della vidazzone di Tertis, nacque il paese attuale, più ad oriente dell’originario Badu de Tertis, attorno alle due chiese campestri esistenti di Santa Vittoria e Santa Anatolia. Probabilmente negli stessi luoghi in cui esisteva Villa Tercis. Luogo attraversato allora dalla strada da Tempio a Posada che ne favorì il popolamento. Tale arteria continuava poi per la località Sas terras bonas de Aradena e proseguiva da lì per Enas.