L’origine di Mamoiada, sia come etimo, sia come inizio di vita comunitaria, non è stata ancora accertata da alcuna persona.
La prima citazione risale al 1342 quando nei libri delle Rationes Decimarum Sardiniae si verbalizza il versamento effettuato alla Città del Vaticano da parte di Giovanni, rettore di Mamorata, della diocesi di Santa Giusta. Nello stesso documento e relativamente alle decime degli anni successivi risultano le seguenti varianti: Marmoiada, Mamoyada, Mamoyata, Mamuiata. È evidente la correlazione etimologica dei tre nomi: Mammujone, Mammuthone, Mammujada, che nella pronuncia
locale si esprimono con la consonante geminata, contrariamente alla grafia riportata da libri e giornali. La matrice comune rimanda a tempi lontani, ad una civiltà mediterranea, dove la radice mamm- è diffusissima. Nella nostra realtà, col primo termine si denomina l’antica fonte, ancora esistente nella periferia del paese, nel rione chiamato oggi Santu Zoseppe, intorno alla quale – stando alla tradizione orale più conosciuta –
si stanziò il primo nucleo di abitanti provenienti – si dice – da Ollolai e costituito da pastori in transumanza. In questo sito crebbero, dunque, i primi Mammujadinos.
(Credit www.mamoiada.org)
Mamoiada è conosciuta principalmente per il Carnevale, riconosciuto dal Ministero della Cultura tra i Carnevali Storici d’Italia dal 2024. Di origine incerta, inizia il 17 Gennaio e termina il giorno delle pentolacce, il sabato successivo al martedì grasso. Il 17 Gennaio si celebra la festa di Sant’Antonio Abate Sant’Antoni ‘e su o’u, considerato copatrono di Mamoiada, rappresenta la festa più sentita dai mamoiadini. Diverse feste paesane si celebrano durante l’anno, in particolare la festa dedicata a San Sebastiano che cade il secondo fine settimana di luglio; la festa dedicata alla Madonna del Carmelo l’ultimo fine settimana di luglio; la festa dedicata a Nostra Signora delle Nevi il primo fine settimana di agosto presso la chiesetta campestre di Lorett’Attesu che si trova a circa 2 km dal paese in una zona particolarmente vocata per la coltivazione della vite; la festa dedicata ai SS. Cosma e Damiano che si festeggia il 27 settembre presso il santuario campestre dedicato ai santi, luogo suggestivo caratterizzato dalla presenza delle “humbissias” piccole casette che delimitano il santuario abitate nei mesi estivi e in occasione del novenario. In ultimo si annovera la manifestazione “Sas Tappas in Mamujada” che cade il primo fine settimana di novembre, inserito all’interno del circuito Autunno in Barbagia da oltre vent’anni, evento che richiama sino alle 15 mila presenze spalmate in tre giorni e che basa le sue radici su un percorso enogastronomico diffuso dove tradizione, cultura e innovazione si mescolano andando a creare un evento quasi unico.