Giovo

Sede amministrativa

Via S. Antonio, 4 – Fraz. Verla 38030 Giovo (TN)
GIOVO,
TN,
italia

Enti e aziende del territorio

Identikit

La circoscrizione è costituita dalle frazioni di Verla, Palù, Ville, Mosana, Ceola, Valternigo e dagli abitati di Serci, Masen e masi sparsi. Il territorio appartenente alla provincia di Trento e alla Regione Trentino Alto Adige Suedtirol si estende per circa 21 kmq, è   confinante con i Comuni di Lavis, Trento, Albiano, Cembra-Lisignago, Salorno (BZ), Mezzocorona, San Michele all’Adige. Il palazzo civico, sede comunale, è ubicato nella frazione di Verla, che è il capoluogo. Gli abitanti sono 2517 al 31.12.2025.

Il nome “Giovo” compare per la prima volta in un documento del 1173 dove si dà notizia circa l’esistenza di un castello, feudo dei Conti di Appiano, di cui i signori di Giovo erano vassalli, situato nell’odierna frazione di Ville. Il suo significato, dal latino “iugum” ovvero “passo”, deriva dall’importanza che ebbe per le comunicazioni tra la Valle dell’Avisio verso San Michele all’Adige. Le vicissitudini storiche sono riconducibili a tutta l’area, dal Tirolo alla caduta del principato vescovile di Trento sino al dominio bavarese. Il Congresso di Vienna ricondusse il Trentino all’Austria, situazione che rimase immutata fino al 1919. Dopo il primo conflitto mondiale, la stipula del trattato di Versailles da parte delle potenze vincitrici attribuì all’Italia la storica regione del Tirolo fino al confine del Brennero. Dopo la seconda guerra mondiale, a seguito dell’accordo Degasperi-Gruber firmato il 5 settembre 1946 la regione riafferma la propria identità politico-territoriale con l’approvazione con legge costituzionale n. 5 del 26 febbraio 1948 del primo Statuto di Autonomia, ancora oggi alla base dell’autogoverno regionale, provinciale e locale.

Il Comune di Giovo si estende sulla destra orografica del torrente Avisio; è il primo territorio della Comunità della Valle di Cembra che si incontra salendo dalla Valle dell’Adige e l’ultimo seguendo il corso del fiume che nasce dalla Marmolada e percorre prima le valli di Fassa e Fiemme per poi confluire nell’Adige.  La sua posizione strategica rispetto alle Dolomiti, al Lago di Garda, ai due capoluoghi di provincia Trento e Bolzano, sono motivazioni importanti per i visitatori amanti di un turismo lento, responsabile e vocato all’enogastronomia.

Da un punto di vista geomorfologico, sulla più ampia piattaforma porfirica atesina di origine vulcanica sussistono residui di rocce calcaree miste a dolomia. La conca così delimitata è posta al solatìo e risulta coltivata a vitigno terrazzato da tempo immemorabile, verosimilmente già dall’ epoca preromana.

Le colture sono sostenute da centinaia di chilometri di muretti secco la cui arte di costruzione è patrimonio immateriale Unesco; il paesaggio culturale di Giovo e dell’intera Val Cembra è parte integrante della Strada del Vino e dei sapori del Trentino e dal 2023 “paesaggio rurale storico d’Italia” come emblema di una viticoltura eroica di montagna che si tramanda da secoli. La vigna viene coltivata ad altitudini che vanno dai 250 m s.l.m. sino ai 750 m s.l.m.  della parte più alta, ai piedi del Monte Corona, che protegge dai venti freddi del nord. La conformazione del territorio, le caratteristiche pedoclimatiche con terreni porfirici e venti miti che soffiano dal Garda, le molte ore di insolazione e una notevole escursione termica tra il giorno e la notte, offrono produzioni di eccellenza che hanno favorito la nascita di numerose aziende vitivinicole pluripremiate.

Tra i borghi dalla semplice architettura rurale, spiccano alcuni edifici storici e monumenti d’arte sacra ma anche belle aree naturalistiche crocevia di percorsi tematici, adatti a tutti e percorribili tutto l’anno a piedi, in mtb o con le ciaspole.

Ricchissima l’animazione territoriale, enoturistica, storica, culturale e gli eventi outdoor grazie ad una fitta rete di volontariato. La Festa dell’Uva con la grande sfilata dei carri allegorici, una delle più antiche del Trentino (nata nel 1958), è l’evento più atteso dell’autunno e rappresenta una delle vetrine più importanti del territorio unitamente al paesaggio culturale e alla produzione vinicola d’eccellenza.

da non perdere

La Chiesa di San Giorgio

La Chiesa S. Maria Assunta di Verla di Giovo

Il piccolo centro storico di Verla di Giovo

La Chiesa di San Floriano

Ville di Giovo e la Torre della Rosa

Il sentiero del Duerer e il Roccolo del Sauch

Il cammino delle terre sospese, Il sentiero delle antiche miniere Masen Faedo

La festa dell’Uva con sfilata di carri allegorici

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