Genzano di Lucania (Ienzàne in dialetto genzanese) è un comune italiano di 5 060 abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Centro dell’Alto Bradano, sorge su un promontorio collinare e si divide in due nuclei ben distinti: il paese vecchio e il paese nuovo.
Il nome deriva da “Pagus Gentianum”, insediamento romano del VII-VI secolo a.C. i cui cittadini, per sfuggire ad una epidemia di malaria, si trasferirono dove oggi sorge Genzano di Lucania. La prima fonte ufficiale è presente nel racconto della decapitazione dei fratelli Secondo e Donato, avvenuta nell’anno 258 ad opera del console Valeriano.
Tra l’anno 1000 e la fine del 1700 il feudo di Genzano appartenne a numerose famiglie, tra cui i Sanseverino, gli Orsini e infine i De Marinis, signori anche di Palazzo San Gervasio, che comprarono il feudo dai Del Tufo e vi restarono fino al 1806, anno in cui il re di Napoli Giuseppe Bonaparte emanò la legge che abrogò i feudi.
Nel 1799 Genzano è tra i primi paesi ad istituire la municipalità repubblicana. Partecipa ai moti unitari del 1860 e, successivamente, alla lotta contro il brigantaggio. Dopo l’Unità d’Italia, come per moltissimi borghi lucani, si verifica anche qui un notevole flusso emigratorio: dal 1864 al 1920 più di 2000 genzanesi sono partiti per le Americhe. Questo, unito al Terremoto dell’Irpinia del 1980, ha causato il progressivo spopolamento del centro storico.
Oggi la cittadina è divisa in due parti distinte: quella vecchia, su uno sperone, con viuzze e abitazioni antiche, e quella nuova, sul piano della parte alta della collina, con strade ampie e edifici moderni.