Nella convinzione che la filosofia del biologico sia ancora inespressa rispetto al suo potenziale, tenacia e perseveranza sono i nostri unici segreti.
E se cinquant’anni fa questa sembrava una scelta da alchimisti o carbonari, oggi in tanti ci riconoscono di aver inaugurato il biologico da pionieri, con l’abilità di mettere a frutto il particolare microclima vastese tra mare e montagna.
“Mio padre faceva un vino così buono che spesso, mentre mungevo, immaginavo di portarlo di casa in casa come il latte”
Sebastiano Jasci
La Famiglia
Se i capostipiti dei due rami familiari erano per tradizione produttori di vino, Jasci & Marchesani hanno invece scelto di convertire il mestiere di allevatori e ortolani in quella di vignaioli. La forza del legame di famiglia e della divisione di compiti e responsabilità si percepisce nettamente in un prodotto vinicolo di qualità superiore.
Sebastiano Jasci era chiamato “lu lattàre”, perché da buon allevatore di mucche consegnava quotidianamente il latte sulle tavole dei vastesi. Ma tutta la famiglia stava facendo pratica agricola, dedicandosi all’uva da tavola e agli alberi da frutto, finché, memore della tradizione avita, ebbe l’illuminazione definitiva: il proprio futuro sarebbe stato il vino. Oggi mamma Marchesani e papà Jasci hanno ancora gli occhi buoni per supervisionare l’andamento della cantina, mentre Nicola ne tiene le redini lasciando alla moglie Federica l’aspetto tecnico-enologico e alla cognata Teresa l’attenta amministrazione della stessa.
“Tutte le difficoltà del biologico si comprendono nelle annate sfavorevoli, quando devi inventarti qualcosa per portare a casa il raccolto”
Nicola Jasci




